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Le FAQ del plastimodellismo.
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Sezione 6: Come autocostruire parti fotoincise.
Questa è una domanda semplice, ma suscita risposte numerose e complesse.
[A] schmitz@transarc.com (Don
Schmitz)
Ecco un sommario dell'articolo sulle fotoincisioni fai-da-te apparso
nel numero di Settembre 1993 di Fine Scale Modeler.
Si tratta di un articolo ben fatto, scritto da Rusty White, un produttore
di dettagli fotoincisi per modelli navali. Ho cercato di estrarre le informazioni
più utili, per minimizzare il lavoro di trascrizione ed anche per
non violare i diritti d'autore.
La procedura descritta nell'articolo parte dal presupposto di realizzare
le fotoincisioni da un foglio di ottone spesso 0,13 mm (0,005 pollici),
acquistabile presso un negozio di modellismo.
La fotoincisione è un processo di erosione chimica, di solito
impiegato per produrre le schede dei circuiti stampati per elettronica,
ma è anche un processo fotografico in cui le forme desiderate vengono
impresse fotograficamente sul metallo reso sensibile alla luce, che viene
poi sviluppato. L'immagine rivelata proteggerà il metallo sottostante,
mentre un agente chimico corrode e asporta il metallo non protetto.
L'immagine originale da cui si vuole realizzare il pezzo fotoinciso
si può realizzare con i metodi tradizionali (carta da lucido e penne
a china), per poi riprodurla nella giusta scala, mediante riproduzione
fotografica con pellicola ad alto contrasto (fotomeccanica), oppure si
può produrre al computer, con una stampante laser su una pellicola
trasparente per proiezioni.
Ovviamente, se si desidera ottenere un bassorilievo, su uno o entrambi
lati, occorrerà predisporre un numero adeguato di disegni.
Sul foglio di ottone bisogna applicare un'emulsione fotosensibile.
I fogli di ottone si reperiscono nei negozi di modellismo più forniti.
Normalmente, ritaglio quel che mi occorre da un foglio di 10x25 cm spesso
0,13, 0,25 o 0,4 mm. e per i lavori in bassorilievo è meglio usare
quello più spesso. Pulite il metallo con carta abrasiva fine o polvere
di pomice e sgrassatelo con dell'alcool o del solvente per smalti. Tutti
i prodotti chimici necessari per la fotoincisione si possono trovare presso
le ditte di forniture per elettronica. Il composto che forma l'emulsione
fotosensibile si chiama ''photoresist'' e, secondo la marca acquistata,
può presentarsi in forma liquida o spray. I vapori del photoresist
sono nocivi, perciò indossate sempre una maschera protetiva, aerando
bene la zona di lavoro. Applicatene due strati pesanti, tenendo il metallo
in orizzontale per far stendere il prodotto in modo uniforme sulla superficie.
La sensibilità alla luce del composto consiglia di lavorare in luce
attenuata. Per questo non occorre avere il buio assoluto: è sufficiente
evitare che i raggi ultravioletti (molto intensi nella luce solare) non
impressionino l'emulsione. Perchè questa asciughi devono trascorrere
24 ore (per lato), perciò, mentre questa essica, l'ottone così
trattato va riposto in un contenitore a tenuta di luce
Per esporre il foglio di ottone sensibilizzato, con il negativo, a
una forte sorgente di luce ultravioletta, quella solare è la più
a portata di mano, ma le luci agli ultravioletti usate per il giardinaggio
o le comuni lampade UVA vanno altrettanto bene.
Se il disegno è in bassorilievo, con del nastro adesivo unite
il negativo frontale con quello posteriore, mettendo a contatto i lati
dell'emulsione (quelli opachi) e allineando i segni di registro. Stando
in luce attenuata, fate scivolare l'ottone tra i due negativi e ponete
questo 'sandwich' fra due lastrine di vetro. Fissate i vetri con due mollette,
dopodiché‚ esponete l'ottone alla luce solare per un lasso di tempo
variabile da due a cinque minuti, in base alle istruzioni riportate sull'etichetta
del photoresist.
Dopo l'esposizione, tornate in luce attenuata e togliete l'ottone dai
negativi. Per sviluppare l'immagine, mescolate acqua e sviluppatore nelle
proporzioni indicate per quel prodotto, versandone una quantità
sufficiente a ricoprire il foglio d'ottone in una bacinella per sviluppo
fotografico (acquistabile presso un negozio di fotografia) o in una vaschetta
di vetro. Per mantenere lo sviluppatore a contatto con il metallo sensibilizzato
dovete mescolare il liquido più o meno ogni 30 secondi. Sollevando
e abbassando la vaschetta di 2-3 cm si ottiene un effetto d'onda soddisfacente.
Il tempo di sviluppo dipende dalla marca impiegata, ma solitamente varia
dai 2 ai 5 minuti. Per fermare il bagno di sviluppo basta risciacquare
l'ottone sotto il rubinetto e poi asciugarlo.
Osservate l'immagine sviluppata. Gli sviluppatori di certe marche creano
un'immagine blu o verde, altri lasciano un'immagine latente, trasparente
ma lucida, visibile tenendo il foglio sotto una certa angolazione. Il resto
del procedimento può svolgersi anche con una normale illuminazione
domestica.
Per corrodere l'ottone si usa una soluzione tiepida (35-50 °C)
di sali di cloruro ferrico. Anche questo prodotto aggredisce la pelle,
perciò bisogna indossare sempre i guanti a protezione chimica. Versate
il liquido in una bacinella fotografica o in una vaschetta, immergendovi
il foglio di ottone, trattenuto con una molletta da bucato. Agitando il
liquido, il tempo di erosione è di circa 15 minuti. Inoltre, poichè
la soluzione incide l'ottone su entrambi i lati, bisogna lasciare il pannello
a bagno per metà del tempo necessario a corroderlo da parte a parte.
Se si è utilizzato un foglio da 0,2 mm e se l'immagine è
riportata su entrambi i lati, per perforare l'ottone si dovrà inciderlo
di 0,1 mm per lato. Il processo di incisione va controllato attentamente
e quando l'agente corrosivo trapassa il metallo aprendo fori nei punti
desiderati il lavoro può dirsi concluso.
Risciacquate l'ottone in acqua corrente per bloccare il processo di
corrosione e asciugatelo con un panno. I residui di photoresist e di protettivo
si rimuovono immergendolo nel solvente per smalti e strofinando con uno
spazzolino di rame.
I materiali proposti nell'articolo provengono dalla ditta inglese Electrolube
RP50 Positive Photoresist (Maplin Electronics PO Box 3 Rayleigh Essex SS6
8LR England) e dall'americana G.C. Electronics, 1801 Morgan St. Rockford,
IL 61102, USA.
[A] RANDY.GORDON-GILMORE@ocr.com (Randy Gordon-Gilmore)
Da circa un anno mi dedico alla realizzazione di fotoincisioni, ma non
ho letto l'articolo di Fine Scale Modeler. Vorrei aggiungere alcuni particolari,
scusandomi se quell'articolo già ne parlava. Per prima cosa, sia
nella preparazione delle soluzioni chimiche sia per sciacquare l'ottone
adopero SEMPRE acqua demineralizzata. In alcuni luoghi, come quello dove
abito, l'acqua del rubinetto contiene dei minerali che alterano le reazioni
chimiche. Inoltre, mentre lavoro con questi prodotti adopero SEMPRE dei
guanti di gomma, almeno finché il photoresist è asciutto.
Una sola impronta digitale ne comprometterebbe il funzionamento e, per
quanta cura ci si possa mettere, prima o poi capita sempre che sfugga qualche
ditata. Per pulire l'ottone non uso MAI detersivi contenenti cloro o candeggina,
perchè darebbero luogo ad una lenta reazione chimica, durante la
quale si formerebbero piccole bolle e porosità sotto la pellicola
di photoresist. Dato che poi è difficile ripulirne ogni particella
dalla superficie dell'ottone, dopo avere provato le polveri abrasive ho
finito per usare le spugnette abrasive "Scotchbrite" della 3M, vendute
come prodotto non metallico alternativo alla paglietta di ferro per la
finitura dei manufatti in legno. Dal ferramenta compro quella del tipo
marrone, dopodiché la taglio in pezzi da 3x5 cm e ne adopero uno
per ogni sessione di lavoro. Dopo questa pulizia, applico una soluzione
blanda di acido cloridrico (il comune "acido muriatico") in ragione di
una parte di acido ogni cento di acqua demineralizzata, allo scopo di pulire
chimicamente il metallo dopo la pulizia meccanica.
Pertanto, il mio procedimento di pulizia è il seguente:
1) Indossare i guanti di gammaNei miei vari tentativi con il photoresist spray non sono mai riuscito ad ottenere una copertura uniforme. La GC Electronics consiglia di spruzzare il prodotto su entrambi I lati della lastrina di ottone, tenendola verticale durante l'essiccazione, quindi di spruzzarlo nuovamente lasciando poi essiccare nel senso opposto. In questo modo, lo strato di photoresist sarebbe più spesso nel lato rivolto in basso, ma con un doppio rivestimento si compenserebbe questa asimmetria.
2) Strofinare la lastra di ottone su ambo i lati con la Scotchbrite, sotto l'acqua del rubinetto.
3) Risciacquare abbondantemente la lastra con l'acqua demineralizzata.
4) Immergere la lastra nella soluzione blanda di acido per una decina di secondi, usando pinzette di plastica.
5) Risciacquare di nuovo con l'acqua demineralizzata.
6) Scrollare via l'acqua e detergere con un tovagliolo di carta quella rimasta, senza insistere altrimenti si possono
formare chiazze sulla superficie, ed essiccare con un asciugacapelli regolato al minimo.
7) Rivestire con il photoresist entro 10-15 minuti, o comunque al più presto, per ottenere la massima adesione.
[A] frank@bnkl01.astro.ucla.edu
(Frank Henriquez 4/95)
Per produrre parti fotoincise adopero il liquido per incisione della
Radio Shack che funziona molto bene. Si tratta di una soluzione di sali
di cloruro ferrico, un prodotto chimico caustico, nocivo e costoso, che
macchia praticamente qualsiasi cosa e col quale è difficile controllare
il processo di incisione, essendo un liquido pressoché opaco. E'
anche difficile determinare quando il clorurro ferrico è "esausto".
Una soluzione migliore è data dal persolfato di ammonio, un
prodotto molto economico, dato che un barattolo da 2,5 Kg costa ciirca
20 dollari, laddove i cristalli di cloruro ferrico costano da 3 a 5 volte
di più. Il persolfato di ammonio dà luogo ad un liquido trasparente
che diventa lentamente blu nel processo di incisione del rame/ottone. A
differenza del clorurro ferrico, permette quindi un migliore controllo
del risultato, inoltre non necessita di calore e, pur essendo un prodotto
chimico pericoloso, non è tossico quanto il cloruro ferrico.
Per creare il disegno adopero un foglio di "carta" speciale denominata
"Press 'N Peel Blue", costituita da un foglio di plastica da 21,6 x 28
cm ricoperto da un materiale blu opaco. Si inserisce il PNP Blue nella
stampante laser, cosicché il toner aderisca alla superficie opaca,
quindi si colloca la lastra di ottone su una superficie liscia e resistente
al calore e su di essa si appoggia il foglio di PNP con l'immagine, stampata
"a specchio", appoggiata a diretto contatto con l'ottone stesso. Fatto
cio, si adopera un normale ferro da stiro per riscaldare il PNP e in pochi
minuti il calore scoglierà il toner facendolo aderire all'ottone,
col risultato di avere riportato il proprio disegno sull'ottone in un colore
blu. In effetti il toner mantiene con se il materiale blu, che in questo
modo agisce da protettivo. Il passo successivo consiste nell'incidere il
metallo nel bagno di persolfato d'ammonio. Le aree inutilizzate ed il retro
della lastra di ottone si possono proteggere con nastro addesivo.
Terminata l'incisione, si rimuove l'ottone dalla soluzione e la si
risciacqua abbondantemente. Per rimuovere il toner ed il PNP si adoperano
trielina, diluente alla nitrocellulosa oppure acetone.
Il Press N Peel è piuttosto costoso, circa 30 dollari per 20
fogli, ed è commercializzato dalla ditta Techniks Inc., PO Box 463
Ringoes, NJ 08551 (908) 788-8249.
Con questa tecnica, i dettagli più fini non sono comunque riproducibili,
anche a 600 dpi. Non aspettatevi la finezza di particolari delle parti
fotoincise prodotte industrialmente. Nelle scale più grandi c'è
ancora qualche probabilità, ma dimenticatevi, ad esempio, di riprodurre
le lancette degli strumenti su un cruscoto in scala 1/72.
Comunque, se qualcuno dovesse trovare dove si compra il Press N Peel
a costi inferiori, me lo faccia sapere!!!!
Frank Henriquez
Le informazioni proposte in queste
pagine provengono da singoli modellisti, i quali, salvo diverse indicazioni,
si esprimono solo a nome di se stessi e non delle istituzioni o delle aziende
di cui fanno parte. Gli autori e gli editori di questo materiale
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Don Schmitz Don_Schmitz@transarc.com).
La traduzione e l'adattamento dei
testi in lingua italiana sono proprietà esclusiva di Luca Beato
(lbeato@iol.it), per il Centro
IPMS di Milano, e sono concessi gratuitamente in esclusiva all'IPMS
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