rec.models.scale
IPMS Italy
it.hobby.modellismo

Le FAQ del plastimodellismo.
 
Sezione 12: Regole di base per la costruzione dei  modelli in resina

Questo è il riassunto delle risposte fornite da Bruce Burden bruceb@mpd.tandem.com, Larry J Brackney brackney@ecn.purdue.edu, Khanh Hoang uidiot@mcl.mcl.ucsb.edu, Charles E. Ridout cer@monolith.bellcore.com e da Tim Yiu tyiu@mipos3.intel.com.



[Q] Quali sono le colle migliori per le parti in resina?
1) Adesivo cianoacrilico, unito all'apposito "acceleratore". Usate il CA col suo acceleratore per "imbastire" le parti, quindi aggiungete altra colla e lasciate indurire il tutto per mezz'ora circa.
2) Adesivo epossidico. Io adopero quello a presa lenta, ma è una scelta personale.
Conviene in ogni caso provare diversi tipi di CA e di epossidica, a presa lenta o da 5 minuti, fino a trovare quelle più adatte alle proprie esigenze.

[Q] Quali sono gli stucchi più idonei per le parti in resina?
Per le stuccature più estese si usa lo stucco da carrozziere. Ho anche sentito parlare di un certo stucco della Gunze Sangyo, denominato "Mr. Surfacer" 1000, come di un eccellente prodotto per riempire le bollicine superficiali delle parti in resina.
Probabilmente è meglio scavare la zona da stuccare, in modo da dare più "presa" allo stucco ed evitare che col tempo salti via.
Io di solito adopero lo stucco bianco della Squadron, come pure quello rosso della Humbrol e gli stucchi da carrozziere. Gli stucchi di plastica come il Revell "Plasto" non vanno bene perchè non aderiscono.

[Q] Che vernice si dovrebbe usare come primer?
Personalmente preferisco il primer grigio della Floquil. Si applica facilmente, copre bene ed evidenzia anche i difetti più lievi.
Adopero anche il primer spray della marca "The Armory" e, costruendo figurini horror o di fantascienza coi quali uso solo colori acrilici, ho provato anche ad applicare ad aerografo del bianco acrilico. Altri, dopo avere lavato le parti con acqua e detergente, spruzzano una passata leggera di bianco opaco della Humbrol.

[Q] Come si applicano le finiture color argento/alluminio?
"Con molta attenzione!". In realtà dipende dal tipo di colore adoperato. Gli smalti alla nitrocellulosa pongono meno problemi di mascheratura rispetto agli acrilici.
So di un amico che costruendo un cranio di Terminator in scala 1:1 lo ha rifinito con il Metalizer della Testors. Dice che per ottenere una superficie liscia ha dovuto lavorare molto nella preparazione preliminare, dato che il colore metallizzato tende a "rivelare" ogni alone della superficie verniciata.

[Q] Cos'è che determina la bontà di un kit in resina?
Un cattivo stampo si distingue per le linee di giunzione grossolane o disallineate. Anche la presenza di bolle d'aria è sintomo di scarsa qualità. Alcune piccole bollicine superficiali sono inevitabili e vengono tollerate, ma in certi casi si parla di buchi larghi 3-4 millimetri e oltre.
Prima di acquistare QUALSIASI kit in resina o prodotto artigianalmente è sempre consigliabile visionare i pezzi o, perlomeno, leggerne la recensione da qualche fonte autorevole.
Per quanto mi riguarda, detesto cose come le bollicine, le sculture di fattura scadente e le parti deformate.

[Q] Esistono libri o riviste raccomandabili per queste tecniche?
A quanto pare, non sembra esserci molto materiale riguardo alle resine. Se si cercano le tecniche di base, esistono diverse pubblicazioni della Kalmbach riguardanti i mezzi militari e gli aerei. Allo stesso modo sulle riviste di auto sono pubblicizzati libri dedicati a questa branca.
Le mie fonti vertono in modo specifico sui figurini, perciò se vi interessate di auto o aerei, evitate riviste come "Model and Toy Collector" e "Kitbuilders", o i libri di Terry Webb della serie "Garage Kit That Ate My Wallet".

[Q] Altre tecniche che dovrei conoscere?
Rimuovete le sbavature con un tagliabalsa affilato.
Stuccate le linee di giuntura e levigatele usando carta abrasiva via via più fine, fino ad una grana intorno a 400 o 600.
Contariamente a quanto si dice, si possono usare anche le lime, ma con cautela, poiché lasciano nella resina morbida i segni dei
loro denti.
Facendo attenzione, si può togliere il grosso con la lima e poi rifinire con carta abrasiva, ma sempre senza premere troppo ed anche con la carta abrasiva basta un attimo per esagerare, tanto che diverse volte mi è successo di levigare fino ad una superficie piatta delle parti che in realtà dovevano essere curve.
Successivamente, lavate con abbondante acqua e sapone, pulendo con uno spazzolino le incisioni e le parti più incavate. Questo serve anche ad eliminare la sostanza che il produttore adopera per favorire il distacco dei pezzi dallo stampo, detto appunto "distaccante".
Quando le parti non combaciano bene, cosa che avviene spesso con i kit artigianali, conviene usare dell'adesivo epossidico.
Prima di incollare è sempre preferibile provare gli incastri e, dove occorre, predisporre dei fori per rinforzare con tondino metallico le parti durante l'incollaggio.
In gran parte dei casi sarà sufficiente la colla cianoacrilica, ma laddove i pezzi saranno sottoposti a sforzi è preferibile quella epossidica.
Lasciate indurire la colla, quindi rimuovete quella in eccesso che fosse eventualmente fuoriuscita dalle giunzioni,dopodiché eliminate le imperfezioni con lo stucco preferito. Per la mia esperienza, il migliore che ho trovato è il Tamiya, dato che non si restringe e si leviga facilmente. Per quanto riguarda quelli epossidici cito ancora il Tamiya, ma esiste sempre il Milliput e si può anche usare la colla cianoacrilica, come meglio preferite.
Infine lavate ancora per eliminare l'unto delle vostre ditate, dopodiché maneggiate i pezzi con molta cautela per non ungerli ulteriormente.
A questo punto, prima della verniciatura potete scegliere se usare o meno un primer, secondo l'effetto che volete ottenere (le vernici acriliche si possono applicare direttamente). Raccomanderei a questo scopo il "Mr: Surfacer" della Gunze Sangyo, disponibile sia in bottiglia che spray: è costoso e di difficile reperibilità, ma vale la spesa.
Trattandosi di kit in resina, si possono usare indifferentemente i colori acrilici o sintentici, a differenza dei kit in vinile coi quali si adoperano solo gli acrilici perchè gli smalti tendono a sciogliere quel materiale.
In ogni caso, l'uso dell'aerografo non è necessario ma è caldamente raccomandato.


AVVERTENZA

Le informazioni proposte in queste pagine provengono da singoli modellisti, i quali, salvo diverse indicazioni, si esprimono solo a nome di se stessi e non delle istituzioni o delle aziende di cui fanno  parte. Gli autori e gli editori di questo materiale non si assumono responsabilità circa la correttezza delle informazioni fornite. I diritti per la riproduzione di questo materiale sono proprietà esclusiva dei rispettivi autori. Eventuali usi commerciali del solo testo originale in inglese necessitano di autorizzazione scritta dell'autore Don Schmitz  Don_Schmitz@transarc.com).
La traduzione e l'adattamento dei testi in lingua italiana sono proprietà esclusiva di Luca Beato (lbeato@iol.it), per il Centro IPMS di Milano, e sono concessi gratuitamente in esclusiva all'IPMS Italy per finalità non commerciali, pertanto ne è vietata ogni riproduzione non autorizzata per iscritto dal traduttore stesso.

Tutti gli altri diritti sono riservati.


Prosegue su: Le FAQ del plastimodellismo, Sezione 13

Indice di queste FAQ
IPMS Italy Online