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Le FAQ del plastimodellismo.
 
Sezione 15: Le tecniche di "invecchiamento" e la finitura

[Q] Cosa si intende per "invecchiamento" (o "weathering") e per "finitura"?
[A] schmitz@transarc.com (Don Schmitz 1/96)
Per "invecchiamento" (o "weathering") si intendono una serie di tecniche aventi lo scopo di far apparire più realistico un modello attraverso la riproduzione degli effetti causati dagli elementi atmosferici e dall'usura del tempo sul soggetto reale. Esistono vari metodi per simulare sporco, sbiadimento, gocciolature, degrado delle vernici, ruggine ecc..
L'"enfasi dei particolari" viene invece ottenuta con tecniche similari, destinate ad aumentare il realismo attraverso la compensazione dei contrasti dovuti all'illuminazione ed alla diversa prospettiva del modello rispetto al soggetto reale.
Ad esempio, spesso i modelli vengono illuminati dall'alto, con luci fluorescenti, condizione ben diversa dalla calda luce solare delle ore lontane da mezzogiorno. Una conseguenza è l'estrema differenza nelle ombre e nei contrasti, che vanifica l'illusione di realismo che il modello dovrebbe offrire.

[Q] Cosa sono i "lavaggi" (o "washing") e come si ottengono?
[A] schmitz@transarc.com (Don Schmitz 1/96)
Un "lavaggio" (o "washing") è l'applicazione molto diluita di una vernice, o di altro pigmento, in modo tale da depositare il colore negli angoli e negli anfratti della superficie di un modello.
Solitamente (ma non sempre) i lavaggi consistono di colori scuri, al fine di simulare ombre o sporco. Un loro uso frequente serve ad esempio a scurire i "fori" di una griglia stampata nella plastica.
[A] matsjj@algonet.se (Martin Waligorski 10/95)
Ecco in che modo procedo sui miei modelli di aerei:
Fondamentalmente, si può fare un lavaggio con qualsiasi tipo di vernice, purché sia stata sufficientemente diluita, in modo che il pigmento possa distribuirsi liberamente negli interstizi del modello. Posso raccomandare le seguenti combinazioni:

1. Inchiostro diluito con acqua
2. Pennarello per stoffa la cui punta sia stata intinta in acqua
3. Caffè oppure thè ristretto (che sulle superfici opache producono deliziosi lavaggi di ruggine)
4. Normali smalti per modellismo a base oleosa, come gli Humbrol, pesantemente diluiti
5. Normali smalti per modellismo a base idroalcolica, come i Gunze-Sangyo, diluiti con acqua o detersivo Ajax per i vetri (il mio solvente preferito per i Gunze).
6. Colori per pittura ad olio, diluiti con trementina.
7. Colori acrilici o tempere, diluiti con acqua.

Indipendentemente dalla soluzione scelta, fate prima un esperimento su un pezzo di plastica di scarto verniciata.
Inoltre, ecco qualche altro suggerimento:
- Un lavaggio aderisce in modo differente sulle superfici lucide rispetto a quelle opache. Su quelle lucide talvolta non si riesce a farlo stare dove si vorrebbe. in tale caso possono rendersi necessarie applicazioni ripetute, fino ad ottenere l'effetto desiderato, oppure si può applicare una mano di fondo opaca o satinata, prima del lavaggio vero e proprio.
- Il solvente di un lavaggio potrebbe aggredire il colore di base. Ad esempio, adottando la soluzione 5. insieme all'Ajax, che è piuttosto aggressivo sulla vernice di fondo. Lo stesso vale per la soluzione 6. combinata all'acquaragia sintetica, che quasi sicuramente intaccherebbe la vernice di base.
Questo effetto potrebbe anche essere cercato (per riprodurre la vernice corrosa) perciò non allarmatevi, ma per le prime volte suggerirei di usare un solvente neutro, rispettivamente l'acqua e un solvente per colori sintetici più blando dell'acquaragia
L'opzione 2. è in assoluto la più facile e più sicura da attuare, sebbene alcuni potrebbero obiettare che non si tratta di un "lavaggio" vero e proprio.
In caso di errori, inchiostri, tempere, acrilici, caffè e certi altri lavaggi si possono facilmente rimuovere finché sono ancora bagnati, ma non provate mai a farlo con un lavaggio aggressivo, per le ragioni sopra descritte.
Quando preparate un lavaggio usate MOLTO diluente e solo UN PIZZICO di colore.
Il segreto sta nel trovare il solvente che faccia andare il pigmento dentro tutti gli interstizi e ce lo faccia rimanere.
Alcuni solventi fanno sì che il pigmento scorra via lungo i margini del lavaggio, invece di rimanere dov'è, e l'unico modo per trovare la soluzione migliore è di fare alcuni esperimenti.

[Q] Cos'è la "pennallatura a secco" (o "drybrushing") e come si ottiene?
[A] schmitz@transarc.com (Don Schmitz 1/96)
La "pennellatura a secco", o "drybrushing" è un sistema che serve ad enfatizzare i dettagli in rilievo.
La tecnica di base consiste nell'intingere nel colore il pennello (se possibile con setole abbastanza rigide), quindi ripulirlo di gran parte del colore su un fazzoletto di carta o del cartoncino, finché il pennello sia quasi del tutto pulito, cioè quando sulla carta non resta più colore. A questo punto, con il pennello si strofinano i dettagli da evidenziare ed i bordi dei dettagli tenderanno a catturare quel poco di vernice rimasta sul pennello.
Il colore usato dipende dall'effetto che si intende ottenere. Un drybrushing con argento o alluminio può simulare le scrostature di vernice lungo gli spigoli dei portelli di accesso o dei cofani, oppure per evidenziare rivetti e bullonature.
Si può anche usare un colore più chiaro di quello di base, aggiungendo ad esso una percentuale di bianco, per rimarcare le zone dove la vernice viene consumata dalle mani o dai piedi del personale. Oppure, usando una tinta più scura, ottenuta aggiungendo del nero o del marrone opaco al colore di base, si può rendere l'idea degli accumuli di sporco. In ogni caso, lo scopo di questa tecnica è di riprodurre dei fenomeni piuttosto casuali.
Quando si è presa la mano con il drybrushing, potete usarla anche per colorare piccoli dettagli come i fregi e gli emblemi di un'auto, oppure i numeri in rilievo di un cruscotto o di un pannello strumenti.

[Q] Come posso simulare effetti superfciali di una certa estensione, come le sfumature, la polvere, ecc?
[Q] Come si realizza l'invecchiamento mediante i pastelli?
[A] schmitz@transarc.com (Don Schmitz 1/96)
Esistono due tecniche base per invecchiare grandi superfici piatte. Entrambe riguardano l'uso di sottili strati di vernice trasparente sopra al colore di base del modello..
La prima tecnica consiste nell'uso dell'aerografo per applicare una passata leggerissima del colore usato per invecchiare, tipicamente si tratta di nero, grigio o un color terra, oppure una versione schiarita o scurita del colore base. Per ottenere la densità desiderata serve un po' di pratica.
Una variante di questo sistema è la spruzzatura sull'intero modello di un lieve strato di vernice trasparente "sporcata". Aggiungete alla vernice trasparente una minima quantità di colore compatibile, circa 1 parte su venti, anche meno, ancora una volta tipicamente di nero, grigio o marrone. Diluite e spruzzate le aree che volete scurire, offuscare o sporcare.
Il pregio di questa tecnica sta nel fatto che risulta difficile eccedere con il colore dato.
L'altra tecnica consiste nell'uso della polvere di pastelli, che può servire ad ottenere risultati simili a quelli dei lavaggi e dell'aerografo.
Per svariati motivi, questa tecnica è più semplice dell'aerografo, per quanto, come sempre, abbia anche delle controindicazioni. In questo approccio, i pastelli da disegno (e non quelli ad olio o a cera), vengono macinati fino ad ottenere una finissima polvere, strofinandoli su della cartavetro grossolana. Ancora una volta si tratta di usare tonalità come il nero, il grigio o le tinte di terra. Questa polvere viene applicata con un pennello, al fine di formare uno strato di sporco e di polvere.
Ovviamente, questa polvere verrebbe rimossa appena si mettono le dita sul modello, perciò bisognerà fissarla con uno strato di vernice trasparente opaca. Questo strato protettivo riduce sensibilmente l'effetto dei pastelli, dunque converrà esagerare con il colore
NOTA: come in gran parte dei casi, anche queste tecniche possono richiedere un po' di pratica e di sperimentazione prima di fornire l'effetto desiderato.

[Q] Come si simula il metallo arrugginito?
[A] grnberet@aol.com (GRN BERET 9/95) ...
Come per il colore, dipende dall'età della riggine, perciò la risposta dipende dai gusti. Personalmente mi piace il Red Brown della Tamiya. Per simulare la ruggine, la si può pitturare direttamente sul modello, ma in genere non ha un aspetto realistico.
Un sistema migliore è quello di stendere prima il color ruggine e successivamente il colore vero e proprio.
Mentre il colore finale è ancora umido, potremo strofinare o graffiare il colore per far vedere la ruggine sottostante, oppure si può lasciar asciugare completamente il colore per poi carteggiarlo lievemente con della carta abrasiva fine, allo scopo di far trasparire il colore di fondo, ottenendo in questo modo un effetto molto realistico.
Per la ruggine friabile, quella che si sbriciola da tanto è profonda, con della colla cianoacrilica fissate al modello un poco di bicarbonato di sodio nelle zone arrugginite, quindi verniciate con il color ruggine.
Per un ulteriore effetto, usando colori ad olio nelle tonalità Terra d'Ombra e Terrra di Siena Bruciata, è possibile lasciare dei segni di ruggine mediante un pezzetto di filo metallico o la lama del tagliabalsa. Fatto questo, ora viene il bello: molto delicatamente, sbavate il colore verso il basso con un pennello piatto. Il pennello dev'essere completamente asciutto, senza tracce di solvente. Ne risulteranno delle colature di ruggine esattamente uguali a quelle che si vedono su oggetti metallici rimasti esposti alle intemperie per lungo tempo.

[Q] Come si scuriscono le linee delle pannellature?
[A] schmitz@transarc.com (Don Schmitz 1/96)
Molti modellisti amano scurire le incisioni delle pannellature su auto e aerei per renderle più visibili.
L'argomento è piuttosto dibattuto, per ciò che riguarda gli aerei, dato che su quelli veri i pannelli sono molto aderenti e, ridotti in scala, dovrebbero risultare scarsamente visibili.
Molti modellisti aeronautici ritengono che delle pannellature di colore nero intenso diano al modello un'aria "da disegno a fumetti" e generalmente si conviene che le linee tra le pannellature di un aereo debbano essere appena più scure delle pannellature stesse.
Per le auto il discorso è diverso. Su quelle vere ci sono delle scanalature notevoli attorno a portiere, parafanghi, ecc..., con ampi spazi vuoti dietro di loro.
Provate a guardare un'auto ben illuminata e noterete distintamente delle linee nere attorno a molti pannelli (come sempre, però, studiate il soggetto vero: anche su un'auto le saldature sono molto ravvicinate e sottili).
Benché si possa pensare che questo sia il caso ideale per usare un lavaggio, in quel modo non si otterrebbero le linee nette tanto desiderate.
In questo caso, l'arma più adatta è un pennarello per disegno tecnico da 0,1 mm, disponibile in vari colori presso i negozi di articoli per belle arti.
Usate il nero per le auto, mentre per ottenere linee più morbide, come sugli aerei in metallo naturale, usate lo stesso tipo di penna ma con inchiostro grigio, oppure una matita da disegno con la mina ben affilata.

[Q] Come si colorano dettagli minuti come gli stemmi e le scritte degli strumenti?
[A] schmitz@transarc.com (Don Schmitz 9/96)
Oltre alla tecnica del drybrushing già descritta in precedenza, ci sono un paio di altri modi per dipingere piccoli dettagli in rilievo
Provateli un po' tutti e scegliete quello che fa al caso vostro:
1. Usate uno stuzzicadenti affilato o uno spillo, a mo' di pennellino.
2. Intingete nel colore una gomma da cancellare, rimuovete l'eccesso di colore, quindi premete la superfiicie piatta della gomma sui dettagli da colorare.
3. Invece della vernice, usate una matita colorata ben appuntita. Ad esempio, quelle della marca "Prismacolor" sono reperibili in un'ampia gamma di colori, inclusi argento, oro e ottone.
4. Per le modanature cromate, usate il "Bare Metal Foil" (vedi la sezione 9 di queste FAQ per quanto riguarda il recapito della ditta che lo produce).


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Le informazioni proposte in queste pagine provengono da singoli modellisti, i quali, salvo diverse indicazioni, si esprimono solo a nome di se stessi e non delle istituzioni o delle aziende di cui fanno  parte. Gli autori e gli editori di questo materiale non si assumono responsabilità circa la correttezza delle informazioni fornite. I diritti per la riproduzione di questo materiale sono proprietà esclusiva dei rispettivi autori. Eventuali usi commerciali del solo testo originale in inglese necessitano di autorizzazione scritta dell'autore Don Schmitz  Don_Schmitz@transarc.com).
La traduzione e l'adattamento dei testi in lingua italiana sono proprietà esclusiva di Luca Beato (lbeato@iol.it), per il Centro IPMS di Milano, e sono concessi gratuitamente in esclusiva all'IPMS Italy per finalità non commerciali, pertanto ne è vietata ogni riproduzione non autorizzata per iscritto dal traduttore stesso.

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