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Le FAQ del plastimodellismo.


Sezione 17: Vernici e colorazioni

Questa sezione tratta le vernici e la colorazione. Si cerca di dare una risposta ad alcuni quesiti ricorrenti circa i materiali e le tecniche. In futuro vorrei aggiungere un'appendice in cui descrivere più in dettaglio i vari tipi di colori.

  • Quali pericoli comporta la verniciatura?
  • Perché la verniciatura è così alchimistica?
  • Quali sono tutti i diversi tipi di vernici? In cosa differiscono?
  • Cosa sono queste nuove vernici "acriliche" di cui si sente tanto parlare?
  • Le vernici "epossidiche" come si collocano in questo quadro?
  • Quali tipi di vernice sono i migliori per il modellismo?
  • Cos'è il diluente per vernici? Come si usa?
  • E' proprio necessario adoperare quelle minuscole e costose bottigliette di diluente prodotte dai fabbricanti di vernici modellistiche?
  • Cos'è il primer? Devo usarlo sui miei modelli?
  • E' prudente applicare in sovrapposizione diversi tipi di vernice?
  • E' prudente mescolare vernici di marche diverse per ottenere un particolare colore?
  • Dopo avere applicato la seconda mano di vernice, il colore sul mio modello si è raggrinzito e screpolato. Cos'è successo?
  • Perché le mie vernici "opache" alla fine risultano lucide?
  • Potrei ottenere una buona finitura lucida adoperando il pennello?
  • Per fare dei bei modelli è necessario l'aerografo?
  • Cos'è la "Future Floor Wax"? A cosa serve?
  • Come si diluisce la "Future" per applicarla con l'aerografo?
  • Esiste un modo per accelerare l'essicazione della vernice?
  • Perché sugli angoli delle pannellature la vernice non copre bene?
  • Come si preparano le parti da verniciare?
  • Cos'è una cabina di verniciatura? Perché mi serve averne una?
  • Come posso costruirmi una cabina di verniciatura con poca spesa?
  • I ventilatori da bagno o per la cappa di aspirazione sono adatti a una cabina di verniciatura?


  • [Q] Quali pericoli comporta la verniciatura?
    [A] schmitz@transarc.com (Don Schmitz 4/97)
    Il pericolo più ovvio che si incontra usando le vernici è quello di  respirarne i vapori di solvente e le particelle di colore.
    La maggior parte dei prodotti per hobbistica e usi domestici contiene solventi non troppo aggressivi e viene adoperata in quantità moderate, ma molti di questi composti hanno effetto cumulativo: al nostro corpo serve molto tempo per eliminarli dopo l'assorbimento, perciò un abuso di queste sostanze prolungato nel tempo può aumentare significativamente il rischio di cancro, malattie del fegato e causare danni al sistema nervoso.
    Anche nei moderni colori acrilici a base acquosa, spesso è presente una certa quantità di alcool, che è bene non inalare, oltre al fatto che non è mai saggio rivestire l'interno dei propri polmoni con uno strato di vernice.
    Il primo accorgimento che tutti dovremmo osservare durante la verniciatura è l'uso sistematico di una maschera da verniciatore dotata di filtro ai carboni attivi, specifico per i solventi organici.
    Un respiratore di questo tipo dovrebbe costare circa una trentina di Euro ed è reperibile presso i ferramenta ed i negozi di attrezzature per antinfortunistica. In effetti, esso trattiene i vapori di qualsiasi solvente a base di petrolio o alcool. La cartuccia del filtro dovrebbe avere un prefiltro in fibra per  trattenere l'overspray di vernice.
    Ricordatevi poi di rimpiazzare le cartucce del fitro almeno una volta all'anno (costo intorno ai 7 Euro) altrimenti presto comincerete a respirare particelle di vernice anche se indossate la maschera.
    Inutile precisare che le comuni maschere di fibra sono pressoché inutili per proteggersi dalla vernice: riparano a malapena dalla polvere.
    Ora che avete il respiratore, dovrete ventilare la zona di verniciatura (a meno che usiate colori ad acqua).
    Se verniciate a pennello, aprite una finestra e/o usate un piccolo ventilatore per evitare accumulo dei vapori di solvente intorno a voi.  Per verniciare a spruzzo, invece, ventilazione adeguata significa verniciare all'aperto, oppure usare un qualche tipo di cabina di verniciatura (vedasi la sezione "Cos'è una cabina di verniciatura" in questa stessa FAQ). Infine, assicuratevi che nella zona di verniciatura non ci siano forni a gas, caldaie o scaldabagni. Si sono verificati casi in cui la fiamma pilota di questi dispositivi ha dato fuoco a liquidi infiammabili (come il diluente per vernici) rovesciati involontariamente. Se *dovete* usare spazi simili, come ad esempio un bagno, usate tali liquidi in contenitori di dimensioni limitate (meno di 10cc), rabboccandoli altrove quando necessario.    Inoltre, non farà certo male tenere a portata di mano anche un estintore.

    [Q] Perché la verniciatura è così alchimistica?
    [A] schmitz@transarc.com (Don Schmitz 11/96)
    Le vernici tendono ad arrecare notevoli grattacapi ai modellisti. Ci sono tanti modi per applicare male una mano di vernice ed in virtù della Legge di Murphy le probabilità che questo accada sono direttamente proporzionali al numero di ore spese nella costruzione di ciò che state verniciando.
    A peggiorare le cose, troverete numerose opinioni contrastanti riguardo ai prodotti ed alle tecniche "migliori", quelle cioè che dovrebbero risolvere ogni vostro problema.
    La maggior parte delle difficoltà legate alla colorazione derivano dalla grande quantità di variabili che determinano il comportamento della vernice, molte delle quali sono estranee al vostro controllo. Peraltro, co sono numerose diverse combinazioni di queste variabili che daranno buoni risultati ed un ancor maggiore numero di combilazioni che darà risultati scadenti.
    Il vero problema, cercando di riprodurre la stessa tecnica che per qualcun altro ha avuto successo, consiste nell'immaginare esattamente in cosa consistesse, quando la stessa persona non è in grado di spiegare esattamente cosa stesse facendo. Ad esempio, potrebbe dire "ho aggiunto poche gocce di diluente X alla vernice Y prima di aerografare una finitura lucida", cosa che sembra un indicazione valida, ma questi non vi ha detto quanto sia grande "una goccia", o a quanta vernice fosse stato aggiunto quel diluente, o che tipo di aerografo usasse, con quale ugello, o a che pressione. Il modellista a cui va bene quella soluzione, ovviamente, userà sempre la solita bottiglietta, il solito contagocce, l'aerografo configurato allo stesso modo, ecc... e non vi darà mai indicazioni su queste variabili, quando vi racconta i suoi segreti.
    A questo punto, la cosa migliore che potete fare è scegliere un tipo di vernice che abbia in genere le caratteristiche volute, quindi sperimentare fino a trovare la combinazione ideale.  Trovate un sistema per ottenere condizioni ripetibili, modificando una variabile per volta e provando i risultati su pezzetti di plastica di scarto. Annotatevi tutti gli accorgimenti che funzionano e tutte le cose che vanno storte, fino a conseguire la consapevolezza di come si comporta la vernice.
    Ad esempio, ecco alcuni suggerimenti per costruirsi il proprio "metodo":


    [Q] Quali tipi di vernice esistono? In cosa differiscono?
    [Q] Cosa sono queste nuove vernici "acriliche" di cui si sente tanto parlare?
    [A] schmitz@transarc.com (Don Schmitz 11/96)

    Tipicamente, una vernice è formata da tre componenti:

    Le vernici sono caratterizzate dal tipo di veicolo e di solvente usati, ma anche dal fatto di essere "smalti" o "lacche".
    Si definisce "smalto"  una vernice che essica ma anche si indurisce. Dopo l'applicazione, in uno smalto il solvente evapora, lasciando sulla superficie uno strato di sostanza formata da veicolo e pigmento. In quella fase, il veicolo si solidifica grazie ad una reazione chimica che lo indurisce e lo rende più resistente al solvente della vernice stessa. E' per questo motivo che su una mano di smalto fresca è così facile lasciare impronte digitali, anche quando la vernice è asciutta al tatto (o "fuori polvere"): il veicolo non è ancora asciutto.
    In antitesi a ciò, una "lacca" è una vernice che si limita ad "essiccare" cioè, quando il solvente evapora, lo strato di colore assume la sua condizione finale, rimanendo solubile allo stesso tipo di solvente presente in origine. Infatti, anche molto tempo dopo la verniciatura, le lacche si possono facilmente rimuovere usando i loro solventi.
    Anche se all'apparenza le lacche si induriscono, e la superficie sembra asciutta, per un certo tempo la vernice rimane abbastanza morbida da rimanervi impresse le impronte digitali, ma in questo caso ciò è dovuto al solvente intrappolato sotto la pellicola superficiale, che quindi evapora con maggiore lentezza.
    Spesso, queste due caratterizzazioni di una vernice possono combinarsi tra di loro; per esempio, una "lacca acrilica" è una vernice di tipo lacca, che contiene un veicolo acrilico (cioè di plastica) e, dato che è una lacca, andrà diluita con un solvente per lacche a base di petrolio.
    Si può quindi facilmente immaginare che "smalti" e "lacche" hanno proprietà differenti, le quali determinano la scelta degli uni o delle altre secondo l'impiego richiesto. Il grande vantaggio delle lacche è che asciugano velocemente. Mentre a gli smalti essiccati all'aria possono occorrere anche intere settimane per indurire completamente, in meno di 24/48 ore una lacca si può già maneggiare, carteggiare e lucidare.
    Il veicolo ed il pigmento usati nelle lacche sono tipicamente più coprenti degli smalti, perciò se ne può applicare una pellicola più sottile, in modo da non "annegare" i dettagli della superficie verniciata. Le lacche tendono anche a diventare più dure degli smalti (anche dopo che sono induriti) il ché le rende più durature, nel senso che la vernice resisterà meglio alla manipolazione durante le fasi di assemblaggio del modelli ed è meno soggetta a consumarsi durante la lucidatura.
    Un aspetto negativo delle lacche è l'aggressività dei loro solventi, che di solito corrodono lo stirene, le setole dei pennelli e le nostre cellule neurali con la stessa spensieratezza. L'altro problema si presenta sovrapponendo colori diversi poiché il solvente di quello applicato per ultimo tende a intaccare il colore preesistente, potendo dare luogo ad una mescolanza di colori.
    E' importante poi osservare che il termine "smalto" talvolta si adopera per indicare qualsiasi colore a finitura lucida, indipendentemente dalle sue caratteristiche chimiche. L'esempio più comune di denominazione erronea si verifica nel caso delle bottigliette di smalti per le unghie, che in realtà assomigliano più alle lacche che agli smalti, tanto che gli automodellisti talvolta adoperano questi colori esattamente come i colori a lacca, usando un diluente analogo.
    Fino a pochi anni fa, gran parte dei colori per uso modellistico erano dei classici smalti, che usavano solventi oleosi relativamente blandi con veicolo a base alchidica. Se per un verso esse presentavano caratteristiche utili in ambito modellistico, essendo relativamente innocue per la plastica e per l'uomo, senza dare problemi nella verniciatura di superfici già verniciate, dall'altro verso hanno proprietà non gradite dai modellisti più esigenti: asciugano molto lentamente, restano leggermente soffici e danno luogo ad uno strato di colore spesso, che talvolta può annegare i dettagli più minuti.
    Ma la tecnologia avanza. Si sono formulate lacche con solventi meno aggressivi per la plastica. I veicoli di tipo acrilico, e in misura minore quelli poliuretanici, hanno reso possibile la preparazione di smalti che coprono, essiccano e induriscono in modo molto simile alle lacche. La tendenza attuale in questo senso è data dagli "smalti acrilici all'acqua", vernici a smalto con veicolo acrilico, che usano l'"acqua" come solvente.
    Un'altra osservazione degna di nota riguarda il fatto che molti modellisti spesso si riferiscono agli "acrilici all'acqua" chiamandoli semplicemente "acrilici". Questo può risultare fuorviante, dato che esistono anche "smalti acrilici a base oleosa" e "lacche acriliche a base oleosa", col rischio di mescolare i solventi di tre tipi di vernici molto diversi tra loro.

    [Q] Le vernici "epossidiche" come si collocano in questo quadro?
    [A] schmitz@transarc.com (Don Schmitz 11/96)
    Pur avendo visto usare il termine "epossidico" per descrivere i moderni smalti a base poliuretanica, esso va di solito riferito a quelle vernici bicomponenti in cui un catalizzatiore viene mescolato al colore, appena prima della verniciatura, in modo analogo a una qualsiasi colla epossidica. Il vantaggio di queste vernici è che l'essiccazione avviene in modo uniforme e l'indurimento è di gran lunga più rapido che negli smalti tradizionali. Questo tipo di vernici viene solitamente adoperato in applicazioni industriali "rustiche", come nel caso degli aerei in scala 1:1 o delle attrezzature da cantiere.
    L'aspetto negativo di questi prodotti è invece il fatto che danno luogo alla formazione di vapori molto tossici (Isocianati) che non vengono trattenuti dai filtri delle normali maschere per verniciatura. Per usarle in condizioni di sicurezza occorre un respiratore alimentato da aria fresca, oltre a dover proteggere anche il resto del corpo dall'esposizione a tali vapori. In sostanza, queste vernici sono decisamente esagerate per i  normali impieghi modellistici, pertanto se ne sconsiglia l'uso.

    [Q] Quali sono i migliori tipi di vernici per modellismo?
    [A] schmitz@transarc.com (Don Schmitz 11/96)
    Chiaramente, si tratta di una domanda soggettiva che non ha risposte esatte. Ogni vernice presenta i suoi pro e i suoi contro; si tratta solo di scegliere quella più adatta alle proprie esigenze e, per aiutarci nella scelta, vediamo alcune osservazioni ed opinioni.
    Le vernici "acriliche ad acqua" sono generalmente considerate la tendenza del futuro. Abbinano le migliori proprietà degli smalti a quelle delle lacche, pur essendo meno tossiche e, prima che asciughino, si possono pulire con semplice acqua e sapone.
    A dire il vero, queste vernici non sono esattamente come quelle di un tempo, a base di petrolio: non asciugano altrettanto velocemente e una volta asciutte non diventano altrettanto solide, tuttavia stanno subendo un progressivo miglioramento. Perciò, se vi state affacciando solo ora al mondo del modellismo e non possedete già una nutrita collezione di colori a base di petrolio, è probabile che scegliate di usare gli "acrilici ad acqua".
    In ogni caso meritano sicuramente di essere provate: anche nel caso in cui siate soddisfatti delle vernici a base di petrolio, con il progressivo irrigidimento delle norme anti-inquinamento è possibile che un giorno o l'altro ne venga proibito l'uso per fini hobbistici e quindi riteniate opportuno iniziare un cambiamento progressivo.
    Anche gli "smalti acrilici a base oleosa" possono rivelarsi un'ottima soluzione. Fondamentalmente sono la versione "tecnologica" dei tradizionali smalti. Noti anche come "smalti modificati", questi colori hanno un veicolo acrilico che asciuga e indurisce molto meglio dei tradizionali smalti alchidici, tanto che in 2-3 giorni raggiungono la durezza di una normale lacca. Possono anche contenere un solvente più aggressivo, capace di intaccare il polistirene, ma per evitare sorprese basta usare un primer per uso automobilistico sotto la vernice.
    Molte delle vernici spray per bricolage sono di questo tipo, ed hanno il vantaggio di costare molto meno delle normali confezioni per uso modellistico.

    [Q] Cos'è il diluente per vernici? Come si usa?
    [Q] E' proprio necessario adoperare quelle minuscole e costose bottigliette di diluente prodotte dai fabbricanti di vernici modellistiche?
    [A] schmitz@transarc.com (Don Schmitz 11/96)
    "Diluente" è il nome generico di un solvente che sia compatibile con quello di una determinata vernice. Esso si aggiunge alla vernice per ridurne la viscosità. Considerando che è più facile aggiungere solvente a una vernice densa piuttosto che sottrarlo a una vernice diluita, e dato che i colori vanno diluiti maggiormente se si usa l'aerografo rispetto al pennello, si ha la tendenza a produrre vernici abbastanza dense, alle quali occorrerà aggiungere del solvente fino a raggiungere la giusta viscosità. I diluenti si usano anche per pulire aerografo e pennelli dopo la verniciatura.
    E' importante notare che di solito i diluenti non sono lo stesso solvente che troviamo nella vernice. Un effetto collaterale di molti diluenti per smalti è il fatto di accelerare i tempi di asciugatura della vernice, un po' come il catalizzatore di una vernice epossidica. In genere, questa proprietà è gradita, salvo il caso in cui si aggiunga del diluente in un barattolo di colore appena aperto, perchè potrebbe capitare che il diluente faccia essiccare la vernice rimasta nel barattolo, trasformandola in una massa gommosa nell'arco di pochi giorni.
    Meglio mescolare vernice e diluente in un contenitore apposito, come il serbatoio dell'aerografo.
    Per chi usa i pennelli, il tappo di un barattolo di caffé andrà bene come tavolozza per manipolare e diluire piccole quantità di colore, mentre uno stuzzicadenti e' ideale per maneggiare piccole quantità di vernice.
    Molti produttori di vernici vendono anche un diluente compatibile con i loro prodotti, generalmente in confezioni grandi come i barattoli delle vernici stesse e, di solito, allo stesso prezzo. Se avete familiarità con le vernici per usi non modellistici, scoprirete facilmente che, malgrado il prezzo elevato, questi diluenti hanno, secondo i casi, lo stesso odore ed aspetto del petrolio bianco, del diluente nitro, che si possono comprare per pochi soldi al litro in qualsiasi colorificio, o dell'alcool isopropilico.
    Generalmente, i produttori di vernici propongono un diluente compatibile con i loro prodotti, presentato di solito in confezioni del medesimo formato ed allo stesso prezzo delle vernici stesse. Se avete familiarità con le vernici non-modellistiche, vi accorgerete facilmente che il contenuto di quelle bottigliette, di solito venduto a diversi euro ciascuna, somiglia, odora ed ha tutta l'aria di essere petrolio bianco o diluente nitro, piuttosto che alcool isopropilico, acquistabili in colorificio o presso fornitori di prodotti chimici, sempre per pochi Euro, ma al litro.
    Come si può intuire, molti modellisti usano questi prodotti economici invece della versione proposta nei negozi di modellismo ed in genere si possono usare per pulire gli attrezzi, ma possono sorgere difficoltà usandoli per diluire il colore. Talvolta succede che un diluente di colorificio si riveli incompatibile con una vernice modellistica, col risultato che la vernice si trasforma in una massa gommosa mentre tentate di spruzzarla con l'aerografo, oppure capita che sul modello si formino delle crepe nella superficie verniciata. Ciò si può evitare in due modi:

    1. Usare i prodotti di colorificio solo per la pulizia, continuando ad usare, per diluire il colore, il diluente della stessa marca della vernice per modellismo. In questo modo non se ne utilizza molto e si può ragionevolmente supporre che il produttore abbia ottimizzato il diluente per usarlo insieme alla propria vernice.
    2. Sperimentare diversi diluenti di colorificio, fino a trovare una combinazione di prodotti che funzioni, rimanendo coerenti con essa se si decide di adottarla. Un consiglio è quello di evitare i prodotti marchiati dal commerciante, poiché il contenuto può variare leggermente da un lotto di produzione all'altro.
    L'elenco di vernici alla fine di questa sezione offre una serie di suggerimenti riguardo ai loro diluenti alternativi.

    [Q] Cos'è il primer? Devo usarlo sui miei modelli?
    [A] schmitz@transarc.com (Don Schmitz 11/96)
    Un "primer" è uno speciale tipo di venice che serve a preparare la superficie agli strati successivi di colore. I primer hanno caratteristiche particolari:

    I produttori di colori per modellismo propongono vari tipi di primer, ma molti modellisti adoperano primer per uso generico, in bomboletta spray, o quelli per uso automobilistico, spruzzati ad aerografo. Quasi tutti i primer sono a base nitrocellulosica. perciò possono intaccare la plastica, ma di solito asciugano così rapidamente (per via del solvente volatile) che non resta tempo per fare un vero danno.
    Come sempre, con ogni nuovo prodotto è meglio fare prima qualche esperimento su pezzi di scarto, non su un modello raro sul quale avete magari già speso un centinaio d'ore di lavoro. Il solo vero inconveniente del primer è che aumenta i tempi ed aggiunge fasi al processo di verniciatura, spesso non strettamente necessarie. Oltre ad applicare il primer, bisogna anche aspettare che asciughi completamente - di solito occorrono da 12 a 24 ore - e per le superfici ad alta brillantezza bisogna anche carteggiare ad acqua ill primer con carta abrasiva grana 600, seguita da un energico risciacquo in acqua saponata ed una attenta asciugatura, prima di applicare il colore.
    Se sia giusto o meno usare il primer è argomento di dibattito sempre accanito. Gran parte degli smalti sintetici per modellismo aderiscono abbastanza bene al polistirene pulito; se il colore della plastica è chiaro, in assenza di stucco non ci saranno problemi di coprenza. In una situazione analoga, l'uso del primer è probabilmente superfluo. D'altra parte, molti modellisti usano il primer come parte del loro metodo di verniciatura per evitare sorprese nei casi in cui ce ne fosse davvero bisogno. La scelta dipende da voi.

    [Q] E' prudente applicare in sovrapposizione diversi tipi di vernice?
    [A] schmitz@transarc.com (Don Schmitz 11/96)
    La risposta più immediata è "talvolta; provando sempre queste combinazioni su un pezzo di scarto".
    Più in generale, è di solito più sicuro sovrapporre una vernice con solvente "debole" ad un fondo di vernice con solvente "forte", fintanto che lo strato di fondo sia completamente essiccato. Nella pratica, questo significa che è possibile:

    Ma si tratta solo di una regola empirica, mentre è sempre meglio verificare secondo il tipo di vernice usato.

    [Q] E' prudente mescolare vernici di marche diverse per ottenere un particolare colore?
    [A] schmitz@transarc.com (Don Schmitz 5/97)
    Se le vernici sono dello stesso tipo, talvolta può funzionare, come ad esempio se sono entrambi smalti a base oleosa, oppure lacche o acrilici all'acqua, ma in certi casi i risultati non sono così promettenti. Per capire quali soluzioni funzionano bisogna provarle tutte.

    [Q] Dopo avere applicato la seconda mano di vernice, il colore sul mio modello si è raggrinzito e screpolato. Cos'è successo?
    [A] schmitz@transarc.com (Don Schmitz 11/96)
    Alcuni smalti (tipicamente quelli della linea Testor's Model Master) presentano delle limitazioni riguardo all'applicazione di una seconda mano di colore. Il problema e' che il solvente della vernice puo' interferire col processo di essicazione della prima mano.
    Se si rivernicia troppo presto - entro un'ora o meno - il processo di essicazione non è ancora completato ed il secondo strato di colore si somma semplicemente al primo. Aspettando un po' di più, la vernice di fondo ha iniziato a indurirsi ma e' ancora abbastanza attaccabile dal solvente della nuova vernice, così da ammorbidire lo strato di colore sottostante ed eventualmente rovinarlo. Con vernici di questo tipo dovrete aspettare che il colore sia completamente asciutto (anche fino a una settimana).
    Sulle etichette di alcuni colori, troverete chiare spiegazione per la loro applicazione in più mani, e certi smalti si possono ripassare senza particolari accorgimenti, ma se non trovate questo tipo di informazioni la cosa migliore è di attendere alcuni giorni tra una mano e l'altra.

    [Q] Perché le mie vernici "opache" alla fine risultano lucide?
    [A] schmitz@transarc.com (Don Schmitz 11/96)
    La lucentezza di una vernice è determinata dalla maggiore o minore levigatezza (a livello microscopico) che assume la superficie del colore quand'è asciutto.
    Di solito, le vernici opache sono caricate con una polvere, come ad esempio il talco, che ne rende ruvida la superficie. Inoltre, nei colori opachi spesso vengono usati dei solventi molto volatili che nell'uso spray non lasciano alle goccioline di vernice il tempo e formare una superficie liscia ed uniforme.
    Non mescolando una vernice, o non agitando sufficientemente una bomboletta spray, il talco rimane sul fondo ed il colore risulterà semilucido. Anche usando un solvente a lenta evaporazione per diluire il colore, questo avrà il tempo di stabilizzarsi, formando una superficie semilucida.
    Quando poi si vernicia a spruzzo, sia ad aerografo sia con le bombolette spray, anche la tecnica influisce sul risultato fiinale: per ottenere una finitura molto opaca dovete passare molte mani leggere di colore e non certo un'unica mano pesante.
    In ogni caso, il concetto di maggiore o minore opacità può variare da un fabbricante di vernici all'altro, pertanto conviene tenerne conto nel considerare questo aspetto.

    [Q] Potrei ottenere una buona finitura lucida adoperando il pennello?
    [Q] Per fare dei bei modelli è necessario l'aerografo?
    [A] schmitz@transarc.com (Don Schmitz 11/96)

    Si può ottenere una finitura lucida e molto brillante anche a pennello. Il trucco consiste nell'utilizzare un pennello in setola di buona qualità, adoperando un corretto rapporto di diluizione tra solvente e vernice.
    Come nella verniciatura a spruzzo, bisogna dare la vernice in quantità sufficiente perché possa uniformarsi, cancellando i segni delle pennellate prima che la vernice asciughi, ed è davvero affascinante vedere come sotto il pennello si possa materializzare una tale finitura a specchio! Come in tutte le tecniche modellistiche, però, solo la pratica e l'esperienza permettono di raggiungere la giusta dimestichezza con questo metodo.
    Anche le bombolette spray sono una ragionevole alternativa all'aerografo. Ad esempio, molti modellisti usano questi strumenti per applicare il primer, invece di impazzire per preparare, adoperare ed infine dover pulire il proprio aerografo.
    Grazie al connubio con i kit per lucidare la vernice (si veda la Sezione 7 di queste FAQ) è possibile ottenere finiture ad altissima brillantezza anche con le bombolette spray che si comprano in colorificio.
    Gli aspetti negativi possono stare nel fatto che la vernice tende a risultare un po' "pesante", nascondendo i dettagli di superficie, mentre la gamma di colori offerti è limitata. Inoltre non si riescono ad ottenere colorazioni elaborate come gli schemi mimetici, ma nonostante questo, molti modellisti fanno tranquillamente a meno dell'aerografo e si affidano unicamente alle bombolette spray e ad un sapiente lavoro di mascheratura, ottenendo comunque risultati eccellenti. Anche in questo caso, la pratica si ripaga con i risultati.

    [Q] Cos'è la "Future Floor Wax"? A cosa serve?
    [Q] Come si diluisce la "Future" per applicarla con l'aerografo?
    [A] schmitz@transarc.com (Don Schmitz 1/97)
    La cera per pavimenti "Future" è un prodotto della Johnson Wax Co. reperibile nei supermercati e nelle drogherie degli USA. In altre parti del mondo, come Gran Bretagna, Belgio e Francia, lo stesso prodotto è commercializzato con il nome "Kleer". Costa circa l'equivalente di 5 Euro al litro e, malgrado la definizione di "cera per pavimenti", in realtà è una vernice acrilica all'acqua che presenta la consistenza ideale per spruzzarla ad aerografo così com'è, evitando il problema di scegliere con cosa diluirla.
    Nell'applicazione la Future tende ad essere molto indulgente: non dà mai luogo all'effetto "buccia d'arancia", non ingiallisce e resiste bene alla carteggiatura e alla levigatura. Data l'economicità, questo prodotto ha trovato numerosi impieghi anche in ambito modellistico oltre a quello ovvio come prodotto per la finitura lucida:

    Alcune precauzioni da tenere presente usando la Future:


    [Q] Esiste un modo per accelerare l'essicazione della vernice?
    [A] schmitz@transarc.com (Don Schmitz 1/97)
    Il tempo perso per aspettare la completa essicazione della vernice - che può arrivare anche a dei mesi per gli smalti alchidici e le vernici acriliche di più vecchia formulazione - costituisce un'autentica noia.
    Quando si è in quella fase, molti modellisti passano ad altri progetti, ma talvolta quest'attesa rischia di prosciugare l'entusiasmo per un certo progetto.
    Per gran parte delle vernici si può accelerare il tempo di essiccazione aumentando la temperatura. Anche un lieve incremento può dimezzare questo tempo. Il problema è quello di riuscirci senza fondere il modello stesso.
    Una temperatura ragionevolmente sicura si aggira tra i 43°C ed i 50°C, che tipicamente si verificano d'estate all'interno di un furgone per la consegna dei kit ai negozi e quindi non dovrebbe danneggiarne la plastica.
    Il problema è quello di mantenere costantemente un modello a questa temperatura per un certo periodo di tempo, cato che la temperatura minima dei forni domestici è in genere tra i 150°C ed i 200°C, con tolleranze molto larghe. Inoltre, se siete sposati, dovrete convincere vostra moglie a tollerare certe pratiche...
    La miglior soluzione potrebbe essere un conveniente essicatore per alimenti, che talvolta si può reperire presso i grandi magazzini per poche decine di Euro. Si tratta semplicemente di un contenitore cilindrico di plastica con un certo numero di fori d'aerazione, munito di un elemento riscaldante a bassa temperatura e con dei sostegni di plastica impilabili al suo interno. Questi sostegno sono profondi poco più di un centimetro ma si possono facilmente forare all'interno per farci stare all'interno un modello intero.
    Come al solito, bisognerà fare qualche esperimento per capire quanto tempo occorre per la cottura. Da quello che ho visto, per gran parte delle vernici ad asciugatura lenta dovrebbero bastare dalle 24 alle 48 ore.
    Di solito, faccio "rosolare" per 12-24 ore le parti verniciate con gli acrilici a base oleosa della Krylon ed ottengo una solida finitura che non si rovina nemmeno maneggiandola di frequente.
    Bisogna solo stare attenti quando si tolgono i pezzi dall'essiccatoio perché se la vernice è calda prende facilmente i segni delle impronte digitali, ma basta lasciarla raffreddare e questo non succederà mai più.

    [Q] Perché negli angoli delle pannellature la vernice non copre bene?
    [A] schmitz@transarc.com (Don Schmitz 5/97)
    Un problema frequente, soprattutto con i colori che non coprono bene come i bianchi o i gialli, è la poca coprenza lungo gli spigoli. I bordi, infatti, riducono la tensione superfiicale della vernice bagnata, cosicchè in quei punti la vernice si diluisce di più e non copre bene. Non si direbbe infatti che le pannellature incise possano costituire un problema, ma il processo di stampaggio può fare sì che il bordo superiore delle linee incise risulti slabbrato e sporga dalla superficie formando un angolo molto marcato, come rappresentato in modo un po' esagerato da questo schema:

    ____/|_|\____

    Il rimedio consiste nel carteggiare le pannellature prima di verniciare e, se la vernice crea davvero problemi di copertura, smussare i bordi della linea incisa usando la lama del tagliabalsa.

    [Q] Come si preparano le parti da verniciare?
     [A] schmitz@transarc.com (Don Schmitz 5/97)
    L'ottenimento di una buona verniciatura dipende in gran parte da come si prepara il modello prima di applicare la vernice.
    Per i pezzi più piccoli, privi di ampie superfici piane, è sufficiente usare acqua tiepida con un detersivo per piatti inodore, sciacquandole abbondantemente sotto il rubinetto. Il tutto, ovviamente, dopo aver limato e carteggiato i pezzi per rimuovere i segni dello stampo.
    Questa precauzione elimina i residui di carteggiatura, lo sporco, l'unto delle dita, le tracce del distaccante usato per lo stampaggio e quant'altro possa inficiare negativamente sulla capacità di presa della vernice.
    I modelli in resina è più facile che presentino residui di distaccante, mentre, a detta delle aziende produttrici, uno stampo a iniezione moderno e ben progettato non richiede l'uso di agenti distaccanti. Per rimuoverlo completamente prima della verniciatura, molti costruttori di kit in resina usano il "Wesley's Bleche White", un detergente reperibile nel reparto autoaccessori dei grandi magazzini.
    Le superfici più ampie, come le ali, le fusoliere o le carrozzerie, richiedono più lavoro poiché le irregolarità della vernice o della superficie sottostante risultano più visibili. Questo è il metodo che io adopero:

    1)  Riempire ogni graffio, segno di stampaggio, ecc… con il vostro stucco preferito.
    2)  Carteggiare le zone stuccate e rimuovere le linee di giunzione degli stampi, usando carta abrasiva bagnata , prima di grana 320 e poi 400. Se possibile, adoperatela supportandola con un blocchetto piatto di legno o di gomma per assicurare una superficie piatta e regolare. In questo modo si possono levigare tutte le superfici tranne quelle a curvatura concava, ma fate attenzione a non spianare le zone sporgenti. Un piccolo segmento di tubo di gomma rappresenta a questo punto un eccellente supporto per levigare le zone concave. Mentre carteggiate, passate leggermente anche sulle pannellature incise, per rimuoverne quel leggero rilievo lasciato dallo stampaggio, che potrebbe disturbare una corretta stesura della vernice.
    3)  Ripassate il tutto con carta abrasiva grana 600, bagnata d'acqua, se possibile adoperando ancora il blocchetto di supporto.
    4)  Lavare con detergente per stoviglie, sciacquare abbondantemente e lasciar asciugare per tutta la notte. Non aspettando, si rischia che dell'acqua resti nascosta tra i pannelli o in qualche fessura, creando bolle nella successiva verniciatura.
    5)  Applicate una mano del vostro primer preferito.
    6)  Ispezionate attentamente i pezzi. Ripetete i passaggi da 1 a 5 finché le linee di giunzione e le irregolarità superficiali siano completamete eliminate.
    7)  Levigate il primer con carta abrasiva grana 600 (o anche 1000, se la trovate), bagnata d'acqua.
    8)  Lavare ancora con detergente per stoviglie e sciacquare abbondantemente, lasciando asciugare per tutta la notte.
    A questo punto avrete un modello perfettamente pronto per ricevere una verniciatura impeccabile.

    [Q] Cos'è una cabina di verniciatura? Perché mi serve averne una?
    [Q] Come posso costruirmi una cabina di verniciatura con poca spesa?
    [Q] I ventilatori da bagno o per la cappa di aspirazione sono adatti a una cabina di verniciatura?
    [A] schmitz@transarc.com (Don Schmitz 2/97)
    Una "cabina di verniciatura" consiste fondamentalmente di una scatola, dotata di un aspiratore elettrico che convoglia i vapori all'esterno dell'appartamento/casa in cui adoperate i colori a spruzzo. L'aspiratore risucchia i vapori in modo da non diffonderne in casa l'odore ed espellere l'overspray di vernice che in tal modo non si deposita più sul modello provocando finiture grossolane.  Essendo chiusa, essa evita pure che la polvere si depositi sul vostro modello verniciato di fresco. La cabina di verniciatura si rende necessaria per verniciare a spruzzo in tutta sicurezza nel chiuso delle mura domestiche e permette di migliorare il livello qualitativo della verniciatura. Alcune aziende propongono cabine di verniciatura già pronte, al prezzo di qualche centinaio di Euro, e anche oltre, se si tratta di grosse versioni commerciali. Annunci pubblicitari riguardanti questi prodotti si trovano sulle riviste di modellismo, ed i negozi di hobbistica più forniti probabilmente potranno procurarveli.
    Tuttavia, in quanto modellisti, quindi parsimoniosi ma abili con gli attrezzi, molti appassionati preferiscono costruire da sé la propria cabina di verniciatura.
    Per quanto riguarda il contenitore, ci sono varie alternative. In sostanza occorre una scatola abbastanza grande da contenere il modello lasciando spazio a sufficienza per manovrare l'aerografo o la bomboletta spray. Orientativamente, una larghezza di 60-90 cm, un'altezza di 45-60 cm ed una profondità di 30-40 cm dovrebbero essere sufficienti per la maggior parte dei lavori che capita di dover fare. Tra le varie soluzioni possibili, i modellisti hanno adoperato anche vecchi mobili, oppure grossi contenitori di plastica e persino semplici scatoloni di cartone.
    Una delle maggiori controversie in questo ambito riguarda invece il tipo di ventilatore da usare. Le scelte più frequenti ricadono sugli aspiratori per la stanza da bagno, piuttosto che le cappe da cucina e quei ventilatori compatti usati per raffreddare componenti elettronici ma, malgrado la facile reperibilità, il problema con questo tipo di ventilatori potrebbe venire dal fatto che il motore rimane immerso nel flusso formato dalla miscela formata dall'aria e dai fumi della verniciatura e le scintille causate dal motore potrebbero infiammare il solvente contenuto nei fumi, dando luogo ad un'esplosione o ad un incendio. In realtà, quasi tutti questi ventilatori usano motori privi di spazzole, che pertanto non producono scintille e malgrado gli allarmismi di varie persone, nessuno ha mai lamentato problemi con questo tipo di ventilatori, ma in ogni caso ciascuno potrà decidere il grado di rischio che intende affrontare.
    A parte le questioni circa la sicurezza, l'altro problema di questi ventilatori si deve all'insufficienza del flusso d'aria generato, in funzione della necessità dovuta ai volumi di fumi generati, specialmente nel caso delle bombolette spray.
    Ho visto suggerire aeratori da 10 m3 al minuto, rispetto agli 1,5-2 m3 al minuto di un tipico ventilatore da bagno. Questo complica un po' le cose, ma cercando bene non è difficile trovare uno di questi ventilatori ad alta capacità, magari di seconda mano, ad un prezzo ragionevole. Oltre a muovere più aria, questo tipo di ventilatori hanno anche il motore montato fuori dal flusso d'aria, per una maggiore sicurezza.
    Dopo aver scelto il ventilatore, dovrete montarla sulla cabina e trovare il modo di aggiungere un filtro di carta, reperibile a poco prezzo dal ferramenta, collocandolo prima della ventola, per evitare che l'overspray di vernice passi attraverso il ventilatore stesso.
    A questo punto dovrete predisporne l'impianto elettrico, con un interruttore ed un fusibile separato, per maggior sicurezza. Se non avete confidenza con i lavori elettrici, affidatevi a qualcuno che ne capisca: benché sia molto difficile farsi aspirare in un ventilatore da bagno, resta sempre facile rimanere fulminati quando si ha a che fare con una tensione elettrica di 220V. Già che ci siete, potete aggiungere all'interno della scatola una piccola lampada al neon (8-15 Euro) per poter vedere cosa verniciate.
    Infine, dovrete dare sfogo all'aria verso l'esterno. L'approccio più minimalista prevede di collegare la scatola ad una finestra, similmente a molti condizionatori d'aria, ma se non avete una finestra adeguata, o volete un'installazione più pulita e definitiva, potete usare uno di quei kit per l'asciugabiancheria, installandolo verso un muro esterno della casa, ma per praticare un foro di 10 cm. in un muro di cemento armato mettete in conto almeno quattro ore di lavoro con scalpello e mazza.
     
     


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