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Le FAQ del plastimodellismo.
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Sezione 17: Vernici e colorazioni
Questa sezione tratta le vernici e la colorazione. Si cerca di dare una risposta ad alcuni quesiti ricorrenti circa i materiali e le tecniche. In futuro vorrei aggiungere un'appendice in cui descrivere più in dettaglio i vari tipi di colori.
[Q] Perché la verniciatura è così
alchimistica?
[A] schmitz@transarc.com
(Don Schmitz 11/96)
Le vernici tendono ad arrecare notevoli grattacapi ai modellisti. Ci
sono
tanti modi per applicare male una mano di vernice ed in virtù
della
Legge di Murphy le probabilità che questo accada sono
direttamente proporzionali al numero di ore spese nella costruzione di
ciò che state
verniciando.
A peggiorare le cose, troverete numerose opinioni contrastanti riguardo
ai
prodotti ed alle tecniche "migliori", quelle cioè che dovrebbero
risolvere
ogni vostro problema.
La maggior parte delle difficoltà legate alla colorazione
derivano dalla grande quantità di variabili che determinano il
comportamento della vernice, molte delle quali sono estranee al vostro
controllo. Peraltro, co sono numerose diverse combinazioni di queste
variabili che daranno buoni risultati ed un ancor maggiore numero di
combilazioni che darà risultati scadenti.
Il vero problema, cercando di riprodurre la stessa tecnica che per
qualcun
altro ha avuto successo, consiste nell'immaginare esattamente in cosa
consistesse,
quando la stessa persona non è in grado di spiegare esattamente
cosa stesse facendo. Ad esempio, potrebbe dire "ho aggiunto poche gocce
di
diluente X alla vernice Y prima di aerografare una finitura lucida",
cosa
che sembra un indicazione valida, ma questi non vi ha detto quanto sia
grande
"una goccia", o a quanta vernice fosse stato aggiunto quel diluente, o
che
tipo di aerografo usasse, con quale ugello, o a che pressione. Il
modellista
a cui va bene quella soluzione, ovviamente, userà sempre la
solita
bottiglietta, il solito contagocce, l'aerografo configurato allo stesso
modo,
ecc... e non vi darà mai indicazioni su queste variabili, quando
vi
racconta i suoi segreti.
A questo punto, la cosa migliore che potete fare è scegliere un
tipo
di vernice che abbia in genere le caratteristiche volute, quindi
sperimentare
fino a trovare la combinazione ideale. Trovate un sistema per
ottenere
condizioni ripetibili, modificando una variabile per volta e provando i
risultati
su pezzetti di plastica di scarto. Annotatevi tutti gli accorgimenti
che
funzionano e tutte le cose che vanno storte, fino a conseguire la
consapevolezza
di come si comporta la vernice.
Ad esempio, ecco alcuni suggerimenti per costruirsi il proprio
"metodo":
[Q] Quali tipi di vernice esistono? In cosa differiscono?
[Q] Cosa sono queste nuove vernici "acriliche" di cui si sente
tanto
parlare?
[A] schmitz@transarc.com
(Don Schmitz 11/96)
Tipicamente, una vernice è formata da tre componenti:
[Q] Le vernici "epossidiche" come si
collocano in questo quadro?
[A] schmitz@transarc.com
(Don Schmitz 11/96)
Pur avendo visto usare il termine "epossidico" per descrivere i moderni
smalti
a base poliuretanica, esso va di solito riferito a quelle vernici
bicomponenti
in cui un catalizzatiore viene mescolato al colore, appena prima della
verniciatura,
in modo analogo a una qualsiasi colla epossidica. Il vantaggio di
queste
vernici è che l'essiccazione avviene in modo uniforme e
l'indurimento
è di gran lunga più rapido che negli smalti tradizionali.
Questo
tipo di vernici viene solitamente adoperato in applicazioni industriali
"rustiche",
come nel caso degli aerei in scala 1:1 o delle attrezzature da
cantiere.
L'aspetto negativo di questi prodotti è invece il fatto che
danno
luogo alla formazione di vapori molto tossici (Isocianati) che non
vengono
trattenuti dai filtri delle normali maschere per verniciatura. Per
usarle
in condizioni di sicurezza occorre un respiratore alimentato da aria
fresca,
oltre a dover proteggere anche il resto del corpo dall'esposizione a
tali
vapori. In sostanza, queste vernici sono decisamente esagerate per
i
normali impieghi modellistici, pertanto se ne sconsiglia l'uso.
[Q] Quali sono i migliori tipi di vernici per modellismo?
[A] schmitz@transarc.com
(Don Schmitz 11/96)
Chiaramente, si tratta di una domanda soggettiva che non ha risposte
esatte.
Ogni vernice presenta i suoi pro e i suoi contro; si tratta solo di
scegliere
quella più adatta alle proprie esigenze e, per aiutarci nella
scelta,
vediamo alcune osservazioni ed opinioni.
Le vernici "acriliche ad acqua" sono generalmente considerate la
tendenza del futuro. Abbinano le migliori proprietà degli smalti
a quelle delle
lacche, pur essendo meno tossiche e, prima che asciughino, si possono
pulire
con semplice acqua e sapone.
A dire il vero, queste vernici non sono esattamente come quelle di un
tempo,
a base di petrolio: non asciugano altrettanto velocemente e una volta
asciutte
non diventano altrettanto solide, tuttavia stanno subendo un
progressivo
miglioramento. Perciò, se vi state affacciando solo ora al mondo
del
modellismo e non possedete già una nutrita collezione di colori
a
base di petrolio, è probabile che scegliate di usare gli
"acrilici
ad acqua".
In ogni caso meritano sicuramente di essere provate: anche nel caso in
cui
siate soddisfatti delle vernici a base di petrolio, con il progressivo
irrigidimento
delle norme anti-inquinamento è possibile che un giorno o
l'altro
ne venga proibito l'uso per fini hobbistici e quindi riteniate
opportuno
iniziare un cambiamento progressivo.
Anche gli "smalti acrilici a base oleosa" possono rivelarsi un'ottima
soluzione.
Fondamentalmente sono la versione "tecnologica" dei tradizionali
smalti.
Noti anche come "smalti modificati", questi colori hanno un veicolo
acrilico
che asciuga e indurisce molto meglio dei tradizionali smalti alchidici,
tanto
che in 2-3 giorni raggiungono la durezza di una normale lacca. Possono
anche
contenere un solvente più aggressivo, capace di intaccare il
polistirene,
ma per evitare sorprese basta usare un primer per uso automobilistico
sotto
la vernice.
Molte delle vernici spray per bricolage sono di questo tipo, ed hanno
il
vantaggio di costare molto meno delle normali confezioni per uso
modellistico.
[Q] Cos'è il diluente per vernici? Come si usa?
[Q] E' proprio necessario adoperare quelle minuscole e costose
bottigliette
di diluente prodotte dai fabbricanti di vernici modellistiche?
[A] schmitz@transarc.com
(Don Schmitz 11/96)
"Diluente" è il nome generico di un solvente che sia compatibile
con
quello di una determinata vernice. Esso si aggiunge alla vernice per
ridurne
la viscosità. Considerando che è più facile
aggiungere
solvente a una vernice densa piuttosto che sottrarlo a una vernice
diluita,
e dato che i colori vanno diluiti maggiormente se si usa l'aerografo
rispetto
al pennello, si ha la tendenza a produrre vernici abbastanza dense,
alle
quali occorrerà aggiungere del solvente fino a raggiungere la
giusta
viscosità. I diluenti si usano anche per pulire aerografo e
pennelli
dopo la verniciatura.
E' importante notare che di solito i diluenti non sono lo stesso
solvente che troviamo nella vernice. Un effetto collaterale di molti
diluenti per smalti
è il fatto di accelerare i tempi di asciugatura della vernice,
un
po' come il catalizzatore di una vernice epossidica. In genere, questa
proprietà
è gradita, salvo il caso in cui si aggiunga del diluente in un
barattolo
di colore appena aperto, perchè potrebbe capitare che il
diluente
faccia essiccare la vernice rimasta nel barattolo, trasformandola in
una
massa gommosa nell'arco di pochi giorni.
Meglio mescolare vernice e diluente in un contenitore apposito, come il
serbatoio
dell'aerografo.
Per chi usa i pennelli, il tappo di un barattolo di caffé
andrà bene come tavolozza per manipolare e diluire piccole
quantità di colore,
mentre uno stuzzicadenti e' ideale per maneggiare piccole
quantità di vernice.
Molti produttori di vernici vendono anche un diluente compatibile con i
loro
prodotti, generalmente in confezioni grandi come i barattoli delle
vernici
stesse e, di solito, allo stesso prezzo. Se avete familiarità
con
le vernici per usi non modellistici, scoprirete facilmente che,
malgrado il
prezzo elevato, questi diluenti hanno, secondo i casi, lo stesso odore
ed
aspetto del petrolio bianco, del diluente nitro, che si possono
comprare per
pochi soldi al litro in qualsiasi colorificio, o dell'alcool
isopropilico.
Generalmente, i produttori di vernici propongono un diluente
compatibile con
i loro prodotti, presentato di solito in confezioni del medesimo
formato ed
allo stesso prezzo delle vernici stesse. Se avete familiarità
con
le vernici non-modellistiche, vi accorgerete facilmente che il
contenuto di
quelle bottigliette, di solito venduto a diversi euro ciascuna,
somiglia, odora ed ha tutta l'aria di essere petrolio bianco o diluente
nitro,
piuttosto che alcool isopropilico, acquistabili in colorificio o presso
fornitori
di prodotti chimici, sempre per pochi Euro, ma al litro.
Come si può intuire, molti modellisti usano questi prodotti
economici
invece della versione proposta nei negozi di modellismo ed in genere si
possono
usare per pulire gli attrezzi, ma possono sorgere difficoltà
usandoli
per diluire il colore. Talvolta succede che un diluente di colorificio
si
riveli incompatibile con una vernice modellistica, col risultato che la
vernice
si trasforma in una massa gommosa mentre tentate di spruzzarla con
l'aerografo,
oppure capita che sul modello si formino delle crepe nella superficie
verniciata.
Ciò si può evitare in due modi:
1. Usare i prodotti di colorificio solo per la pulizia, continuando ad usare, per diluire il colore, il diluente della stessa marca della vernice per modellismo. In questo modo non se ne utilizza molto e si può ragionevolmente supporre che il produttore abbia ottimizzato il diluente per usarlo insieme alla propria vernice.L'elenco di vernici alla fine di questa sezione offre una serie di suggerimenti riguardo ai loro diluenti alternativi.
2. Sperimentare diversi diluenti di colorificio, fino a trovare una combinazione di prodotti che funzioni, rimanendo coerenti con essa se si decide di adottarla. Un consiglio è quello di evitare i prodotti marchiati dal commerciante, poiché il contenuto può variare leggermente da un lotto di produzione all'altro.
[Q] Cos'è il primer? Devo usarlo
sui miei modelli?
[A] schmitz@transarc.com
(Don Schmitz 11/96)
Un "primer" è uno speciale tipo di venice che serve a preparare
la
superficie agli strati successivi di colore. I primer hanno
caratteristiche particolari:
[Q] E' prudente applicare in
sovrapposizione diversi tipi di vernice?
[A] schmitz@transarc.com
(Don Schmitz 11/96)
La risposta più immediata è "talvolta; provando sempre
queste
combinazioni su un pezzo di scarto".
Più in generale, è di solito più sicuro
sovrapporre una
vernice con solvente "debole" ad un fondo di vernice con solvente
"forte", fintanto che lo strato di fondo sia completamente essiccato.
Nella pratica, questo significa che è possibile:
[Q] E' prudente mescolare vernici di
marche diverse per ottenere
un particolare colore?
[A] schmitz@transarc.com
(Don Schmitz 5/97)
Se le vernici sono dello stesso tipo, talvolta può funzionare,
come
ad esempio se sono entrambi smalti a base oleosa, oppure lacche o
acrilici
all'acqua, ma in certi casi i risultati non sono così
promettenti. Per capire quali soluzioni funzionano bisogna provarle
tutte.
[Q] Dopo avere applicato la seconda mano
di vernice, il colore sul
mio modello si è raggrinzito e screpolato. Cos'è successo?
[A] schmitz@transarc.com
(Don Schmitz 11/96)
Alcuni smalti (tipicamente quelli della linea Testor's Model Master)
presentano
delle limitazioni riguardo all'applicazione di una seconda mano di
colore.
Il problema e' che il solvente della vernice puo' interferire col
processo
di essicazione della prima mano.
Se si rivernicia troppo presto - entro un'ora o meno - il processo di
essicazione
non è ancora completato ed il secondo strato di colore si somma
semplicemente
al primo. Aspettando un po' di più, la vernice di fondo ha
iniziato
a indurirsi ma e' ancora abbastanza attaccabile dal solvente della
nuova
vernice, così da ammorbidire lo strato di colore sottostante ed
eventualmente
rovinarlo. Con vernici di questo tipo dovrete aspettare che il colore
sia
completamente asciutto (anche fino a una settimana).
Sulle etichette di alcuni colori, troverete chiare spiegazione per la
loro
applicazione in più mani, e certi smalti si possono ripassare
senza
particolari accorgimenti, ma se non trovate questo tipo di informazioni
la
cosa migliore è di attendere alcuni giorni tra una mano e
l'altra.
[Q] Perché le mie vernici "opache"
alla fine risultano lucide?
[A] schmitz@transarc.com
(Don Schmitz 11/96)
La lucentezza di una vernice è determinata dalla maggiore o
minore
levigatezza (a livello microscopico) che assume la superficie del
colore
quand'è asciutto.
Di solito, le vernici opache sono caricate con una polvere, come ad
esempio
il talco, che ne rende ruvida la superficie. Inoltre, nei colori opachi
spesso
vengono usati dei solventi molto volatili che nell'uso spray non
lasciano
alle goccioline di vernice il tempo e formare una superficie liscia ed
uniforme.
Non mescolando una vernice, o non agitando sufficientemente una
bomboletta spray, il talco rimane sul fondo ed il colore
risulterà semilucido. Anche usando un solvente a lenta
evaporazione per diluire il colore, questo avrà il tempo di
stabilizzarsi, formando una superficie semilucida.
Quando poi si vernicia a spruzzo, sia ad aerografo sia con le
bombolette spray,
anche la tecnica influisce sul risultato fiinale: per ottenere una
finitura
molto opaca dovete passare molte mani leggere di colore e non certo
un'unica
mano pesante.
In ogni caso, il concetto di maggiore o minore opacità
può variare
da un fabbricante di vernici all'altro, pertanto conviene tenerne conto
nel
considerare questo aspetto.
[Q] Potrei ottenere una buona finitura
lucida adoperando il pennello?
[Q] Per fare dei bei modelli è
necessario l'aerografo?
[A] schmitz@transarc.com
(Don Schmitz 11/96)
Si può ottenere una finitura lucida e molto brillante anche a
pennello. Il trucco consiste nell'utilizzare un pennello in setola di
buona qualità, adoperando un corretto rapporto di diluizione tra
solvente e vernice.
Come nella verniciatura a spruzzo, bisogna dare la vernice in
quantità sufficiente perché possa uniformarsi,
cancellando i segni delle pennellate
prima che la vernice asciughi, ed è davvero affascinante vedere
come
sotto il pennello si possa materializzare una tale finitura a specchio!
Come
in tutte le tecniche modellistiche, però, solo la pratica e
l'esperienza
permettono di raggiungere la giusta dimestichezza con questo metodo.
Anche le bombolette spray sono una ragionevole alternativa
all'aerografo. Ad esempio, molti modellisti usano questi strumenti per
applicare il primer, invece di impazzire per preparare, adoperare ed
infine dover pulire il proprio
aerografo.
Grazie al connubio con i kit per lucidare la vernice (si veda la
Sezione 7 di queste FAQ) è possibile ottenere finiture ad
altissima brillantezza
anche con le bombolette spray che si comprano in colorificio.
Gli aspetti negativi possono stare nel fatto che la vernice tende a
risultare
un po' "pesante", nascondendo i dettagli di superficie, mentre la gamma
di
colori offerti è limitata. Inoltre non si riescono ad ottenere
colorazioni
elaborate come gli schemi mimetici, ma nonostante questo, molti
modellisti
fanno tranquillamente a meno dell'aerografo e si affidano unicamente
alle
bombolette spray e ad un sapiente lavoro di mascheratura, ottenendo
comunque
risultati eccellenti. Anche in questo caso, la pratica si ripaga con i
risultati.
[Q] Cos'è la "Future Floor Wax"? A
cosa serve?
[Q] Come si diluisce la "Future" per
applicarla con l'aerografo?
[A] schmitz@transarc.com
(Don Schmitz 1/97)
La cera per pavimenti "Future" è un prodotto della Johnson Wax
Co.
reperibile nei supermercati e nelle drogherie degli USA. In altre parti
del
mondo, come Gran Bretagna, Belgio e Francia, lo stesso prodotto
è commercializzato
con il nome "Kleer". Costa circa l'equivalente di 5 Euro al litro e,
malgrado la definizione di "cera per pavimenti", in realtà
è
una vernice acrilica all'acqua che presenta la consistenza ideale per
spruzzarla
ad aerografo così com'è, evitando il problema di
scegliere
con cosa diluirla.
Nell'applicazione la Future tende ad essere molto indulgente: non
dà mai luogo all'effetto "buccia d'arancia", non ingiallisce e
resiste bene alla
carteggiatura e alla levigatura. Data l'economicità, questo
prodotto
ha trovato numerosi impieghi anche in ambito modellistico oltre a
quello
ovvio come prodotto per la finitura lucida:
[Q] Esiste un modo per accelerare
l'essicazione della vernice?
[A] schmitz@transarc.com
(Don Schmitz 1/97)
Il tempo perso per aspettare la completa essicazione della vernice -
che
può arrivare anche a dei mesi per gli smalti alchidici e le
vernici
acriliche di più vecchia formulazione - costituisce un'autentica
noia.
Quando si è in quella fase, molti modellisti passano ad altri
progetti,
ma talvolta quest'attesa rischia di prosciugare l'entusiasmo per un
certo
progetto.
Per gran parte delle vernici si può accelerare il tempo di
essiccazione aumentando la temperatura. Anche un lieve incremento
può dimezzare questo tempo. Il problema è quello di
riuscirci senza fondere il modello
stesso.
Una temperatura ragionevolmente sicura si aggira tra i 43°C ed i
50°C,
che tipicamente si verificano d'estate all'interno di un furgone per la
consegna
dei kit ai negozi e quindi non dovrebbe danneggiarne la plastica.
Il problema è quello di mantenere costantemente un modello a
questa
temperatura per un certo periodo di tempo, cato che la temperatura
minima
dei forni domestici è in genere tra i 150°C ed i 200°C,
con
tolleranze molto larghe. Inoltre, se siete sposati, dovrete convincere
vostra
moglie a tollerare certe pratiche...
La miglior soluzione potrebbe essere un conveniente essicatore per
alimenti,
che talvolta si può reperire presso i grandi magazzini per poche
decine
di Euro. Si tratta semplicemente di un contenitore cilindrico
di plastica con un certo numero di fori d'aerazione, munito di un
elemento
riscaldante a bassa temperatura e con dei sostegni di plastica
impilabili
al suo interno. Questi sostegno sono profondi poco più di un
centimetro
ma si possono facilmente forare all'interno per farci stare all'interno
un
modello intero.
Come al solito, bisognerà fare qualche esperimento per capire
quanto
tempo occorre per la cottura. Da quello che ho visto, per gran parte
delle
vernici ad asciugatura lenta dovrebbero bastare dalle 24 alle 48 ore.
Di solito, faccio "rosolare" per 12-24 ore le parti verniciate con gli
acrilici
a base oleosa della Krylon ed ottengo una solida finitura che non si
rovina
nemmeno maneggiandola di frequente.
Bisogna solo stare attenti quando si tolgono i pezzi dall'essiccatoio
perché
se la vernice è calda prende facilmente i segni delle impronte
digitali,
ma basta lasciarla raffreddare e questo non succederà mai
più.
[Q] Perché negli angoli delle
pannellature la vernice non
copre bene?
[A] schmitz@transarc.com
(Don Schmitz 5/97)
Un problema frequente, soprattutto con i colori che non coprono bene
come
i bianchi o i gialli, è la poca coprenza lungo gli spigoli. I
bordi,
infatti, riducono la tensione superfiicale della vernice bagnata,
cosicchè
in quei punti la vernice si diluisce di più e non copre bene.
Non
si direbbe infatti che le pannellature incise possano costituire un
problema,
ma il processo di stampaggio può fare sì che il bordo
superiore
delle linee incise risulti slabbrato e sporga dalla superficie formando
un
angolo molto marcato, come rappresentato in modo un po' esagerato da
questo
schema:
____/|_|\____
Il rimedio consiste nel carteggiare le pannellature prima di verniciare e, se la vernice crea davvero problemi di copertura, smussare i bordi della linea incisa usando la lama del tagliabalsa.
[Q] Come si preparano le parti da
verniciare?
[A] schmitz@transarc.com
(Don Schmitz 5/97)
L'ottenimento di una buona verniciatura dipende in gran parte da come
si
prepara il modello prima di applicare la vernice.
Per i pezzi più piccoli, privi di ampie superfici piane,
è sufficiente
usare acqua tiepida con un detersivo per piatti inodore, sciacquandole
abbondantemente
sotto il rubinetto. Il tutto, ovviamente, dopo aver limato e
carteggiato
i pezzi per rimuovere i segni dello stampo.
Questa precauzione elimina i residui di carteggiatura, lo sporco,
l'unto delle
dita, le tracce del distaccante usato per lo stampaggio e quant'altro
possa
inficiare negativamente sulla capacità di presa della vernice.
I modelli in resina è più facile che presentino residui
di
distaccante, mentre, a detta delle aziende produttrici, uno stampo a
iniezione
moderno e ben progettato non richiede l'uso di agenti distaccanti. Per
rimuoverlo
completamente prima della verniciatura, molti costruttori di kit in
resina
usano il "Wesley's Bleche White", un detergente reperibile nel reparto
autoaccessori
dei grandi magazzini.
Le superfici più ampie, come le ali, le fusoliere o le
carrozzerie, richiedono più lavoro poiché le
irregolarità della vernice
o della superficie sottostante risultano più visibili. Questo
è
il metodo che io adopero:
1) Riempire ogni graffio, segno di stampaggio, ecc… con il vostro stucco preferito.A questo punto avrete un modello perfettamente pronto per ricevere una verniciatura impeccabile.
2) Carteggiare le zone stuccate e rimuovere le linee di giunzione degli stampi, usando carta abrasiva bagnata , prima di grana 320 e poi 400. Se possibile, adoperatela supportandola con un blocchetto piatto di legno o di gomma per assicurare una superficie piatta e regolare. In questo modo si possono levigare tutte le superfici tranne quelle a curvatura concava, ma fate attenzione a non spianare le zone sporgenti. Un piccolo segmento di tubo di gomma rappresenta a questo punto un eccellente supporto per levigare le zone concave. Mentre carteggiate, passate leggermente anche sulle pannellature incise, per rimuoverne quel leggero rilievo lasciato dallo stampaggio, che potrebbe disturbare una corretta stesura della vernice.
3) Ripassate il tutto con carta abrasiva grana 600, bagnata d'acqua, se possibile adoperando ancora il blocchetto di supporto.
4) Lavare con detergente per stoviglie, sciacquare abbondantemente e lasciar asciugare per tutta la notte. Non aspettando, si rischia che dell'acqua resti nascosta tra i pannelli o in qualche fessura, creando bolle nella successiva verniciatura.
5) Applicate una mano del vostro primer preferito.
6) Ispezionate attentamente i pezzi. Ripetete i passaggi da 1 a 5 finché le linee di giunzione e le irregolarità superficiali siano completamete eliminate.
7) Levigate il primer con carta abrasiva grana 600 (o anche 1000, se la trovate), bagnata d'acqua.
8) Lavare ancora con detergente per stoviglie e sciacquare abbondantemente, lasciando asciugare per tutta la notte.
[Q] Cos'è una cabina di verniciatura? Perché
mi serve averne una?
[Q] Come posso costruirmi una cabina di
verniciatura con poca
spesa?
[Q] I ventilatori da bagno o per la cappa di
aspirazione sono
adatti a una cabina di verniciatura?
[A] schmitz@transarc.com
(Don Schmitz 2/97)
Una "cabina di verniciatura" consiste fondamentalmente di una scatola,
dotata
di un aspiratore elettrico che convoglia i vapori all'esterno
dell'appartamento/casa in cui adoperate i colori a spruzzo.
L'aspiratore risucchia i vapori in modo
da non diffonderne in casa l'odore ed espellere l'overspray di vernice
che
in tal modo non si deposita più sul modello provocando finiture
grossolane.
Essendo chiusa, essa evita pure che la polvere si depositi sul vostro
modello
verniciato di fresco. La cabina di verniciatura si rende necessaria per
verniciare
a spruzzo in tutta sicurezza nel chiuso delle mura domestiche e
permette
di migliorare il livello qualitativo della verniciatura. Alcune aziende
propongono
cabine di verniciatura già pronte, al prezzo di qualche
centinaio
di Euro, e anche oltre, se si tratta di grosse versioni commerciali.
Annunci pubblicitari riguardanti questi prodotti si trovano sulle
riviste
di modellismo, ed i negozi di hobbistica più forniti
probabilmente
potranno procurarveli.
Tuttavia, in quanto modellisti, quindi parsimoniosi ma abili con gli
attrezzi,
molti appassionati preferiscono costruire da sé la propria
cabina
di verniciatura.
Per quanto riguarda il contenitore, ci sono varie alternative. In
sostanza occorre una scatola abbastanza grande da contenere il modello
lasciando spazio
a sufficienza per manovrare l'aerografo o la bomboletta spray.
Orientativamente, una larghezza di 60-90 cm, un'altezza di 45-60 cm ed
una profondità di 30-40 cm dovrebbero essere sufficienti per la
maggior parte dei lavori che capita di dover fare. Tra le varie
soluzioni possibili, i modellisti hanno
adoperato anche vecchi mobili, oppure grossi contenitori di plastica e
persino
semplici scatoloni di cartone.
Una delle maggiori controversie in questo ambito riguarda invece il
tipo
di ventilatore da usare. Le scelte più frequenti ricadono sugli
aspiratori
per la stanza da bagno, piuttosto che le cappe da cucina e quei
ventilatori
compatti usati per raffreddare componenti elettronici ma, malgrado la
facile
reperibilità, il problema con questo tipo di ventilatori
potrebbe
venire dal fatto che il motore rimane immerso nel flusso formato dalla
miscela
formata dall'aria e dai fumi della verniciatura e le scintille causate
dal
motore potrebbero infiammare il solvente contenuto nei fumi, dando
luogo
ad un'esplosione o ad un incendio. In realtà, quasi tutti questi
ventilatori
usano motori privi di spazzole, che pertanto non producono scintille e
malgrado
gli allarmismi di varie persone, nessuno ha mai lamentato problemi con
questo
tipo di ventilatori, ma in ogni caso ciascuno potrà decidere il
grado
di rischio che intende affrontare.
A parte le questioni circa la sicurezza, l'altro problema di questi
ventilatori
si deve all'insufficienza del flusso d'aria generato, in funzione della
necessità
dovuta ai volumi di fumi generati, specialmente nel caso delle
bombolette
spray.
Ho visto suggerire aeratori da 10 m3 al minuto, rispetto agli 1,5-2 m3
al
minuto di un tipico ventilatore da bagno. Questo complica un po' le
cose,
ma cercando bene non è difficile trovare uno di questi
ventilatori
ad alta capacità, magari di seconda mano, ad un prezzo
ragionevole.
Oltre a muovere più aria, questo tipo di ventilatori hanno anche
il
motore montato fuori dal flusso d'aria, per una maggiore sicurezza.
Dopo aver scelto il ventilatore, dovrete montarla sulla cabina e
trovare il
modo di aggiungere un filtro di carta, reperibile a poco prezzo dal
ferramenta,
collocandolo prima della ventola, per evitare che l'overspray di
vernice passi
attraverso il ventilatore stesso.
A questo punto dovrete predisporne l'impianto elettrico, con un
interruttore ed un fusibile separato, per maggior sicurezza. Se non
avete confidenza con
i lavori elettrici, affidatevi a qualcuno che ne capisca: benché
sia
molto difficile farsi aspirare in un ventilatore da bagno, resta sempre
facile
rimanere fulminati quando si ha a che fare con una tensione elettrica
di
220V. Già che ci siete, potete aggiungere all'interno della
scatola una piccola lampada al neon (8-15 Euro) per poter vedere cosa
verniciate.
Infine, dovrete dare sfogo all'aria verso l'esterno. L'approccio
più minimalista prevede di collegare la scatola ad una finestra,
similmente a
molti condizionatori d'aria, ma se non avete una finestra adeguata, o
volete
un'installazione più pulita e definitiva, potete usare uno di
quei
kit per l'asciugabiancheria, installandolo verso un muro esterno della
casa,
ma per praticare un foro di 10 cm. in un muro di cemento armato mettete
in
conto almeno quattro ore di lavoro con scalpello e mazza.
Le informazioni proposte in
queste pagine provengono da singoli modellisti, i quali, salvo diverse
indicazioni, si esprimono solo a nome di se stessi e non delle
istituzioni o delle aziende di cui fanno parte. Gli autori e gli
editori di questo materiale non
si assumono responsabilità circa la correttezza delle
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