Westland Wessex HU.5

Italeri kit no. 082, scala 1/72 - £ 19.000



Il primo impatto all'apertura della scatola è senz'altro buono: due stampate di plastica grigio scuro ben lavorabile racchiudono un discreto numero di pezzi piuttosto ben realizzati, senza bave nè ritiri. La maggior parte dei marchietti circolari causati dagli espulsori negli stampi è astutamente collocata sulle facce interne, meno visibili, delle parti. Troviamo pure una piccola stampata per i trasparenti di buona qualità e un foglio di decals per tre velivoli.
Analizzando più in profondità il kit di questo elicottero, si può affermare che l'assemblaggio è stato ben studiato, perchè i pezzi combaciano abbastanza bene e richiederanno un moderato uso di stucco.
Gli interni sono buoni. In cabina di pilotaggio l'unica cosa che aggiungerei sono le due barre del passo collettivo, per il resto l'"arredamento" è più che adeguato, sempre che non si intenda imbarcarsi nel lavoro di aprire le finestre scorrevoli di accesso. Anche la stiva di carico è ben dettagliata; i sedili in tela con struttura tubolare sono abbastanza realistici e anche ben visibili attraverso i trasparenti laterali (attenzione al lato sinistro: non seguite le istruzioni ma il disegno sulla scatola, perchè il finestrino bombato va davanti e quello piatto dietro). In ogni caso consiglio di incollare il portellone in posizione chiusa, per evitare occhiate troppo intrusive. Per gli esibizionisti incontentabili, lo specialista americano Cobra Company propone un lussuoso kit in resina che permette di "ammobiliare" cabina e stiva ad un livello veramente superiore; il prezzo si aggira sulle £ 35.000...
Passando all'esterno, le dimensioni di massima (diametro rotore e lunghezza) e le forme generali sono state rispettate, con qualche eccezione che vedremo più avanti. Il dettaglio superficiale è composto principalmente da linee incise, che però si fanno un po' troppo pesanti sui fianchi della fusoliera, sul trave di coda e soprattutto sulle pale del rotore principale. In queste aree è meglio stuccarle e farle sparire (lavoraccio, lo so).
In argomento rotori, il mozzo di quello principale è una ragionevole rappresentazione e fa una discreta figura, anche se quello vero è considerevolmente più complicato. Stesso discorso per quello di coda, che però evidenzia pure un errore imbarazzante: il senso di rotazione è sbagliato. Si può rimediare asportando l'asse e incollandolo sull'altro lato con adesivo cianoacrilato o bicomponente. Già che ci siamo conviene anche assottigliare il profilo delle sue quattro pale.
Il carrello è piuttosto convincente, sia quello principale che il ruotino di coda; veramente molto belle le ruote e le gambe di forza. I pezzi 68A e 53B sono rispettivamente i tamburi dei galleggianti per ammaraggi di emergenza e le relative sfere per l'aria compressa di gonfiaggio. Questi due apparati (un terzo è nascosto dentro la coda) sono installati sulle ruote solo quando l'elicottero si trova ad operare (ovviamente) al di sopra di superfici marine o lacustri. La banca delle decals dovrà però fornire un paio di triangoli rossi di avvertimento da applicare su di essi, purtroppo non inclusi nel kit.
La carenatura dietro la cabina sopra il vano di carico, che nel velivolo reale ospita il gruppo di riduzione e ripartizione del moto, presenta diversi errori. Innanzi tutto la cofanatura posteriore dovrebbe avere 13 rilievi per le aperture di ventilazione su ogni lato invece di 11 (molto seccante, ma non avvertibile al primo colpo d'occhio). Quindi gli "spigoli" superiori, proprio ai lati del mozzo del rotore, dovrebbero essere più accentuati, cioè meno raccordati con la parte retrostante. In questa zona si trovano vaste grigliature metalliche per il passaggio d'aria, presenti d'altronde anche sulla pinna caudale, presso il mozzo del rotore anticoppia e specialmente sulla grande bocca anteriore per le turbine. Ovviamente gli stampisti dell'Italeri le hanno riprodotte al meglio che la tecnica modellistica consente, ma esse, pure in una scala relativamente piccola come l'1/72, non sono il massimo del realismo. Una attenta verniciatura può fare molto e ancora di più potrebbe l'uso di filtri a maglia fine di varia provenienza o retine metalliche sottili (ottime le Trimaster Modeling Mesh 102 fotoincise), ma per usarle ci vogliono nervi saldi e una grande abilità. l'Airwaves  ha già provato a metterci una pezza con una delle sue lastrine di superdettaglio, ma con risultati poco convincenti. Oltretutto, nella griglia che circonda il mozzo del rotore principale sono rappresentati solo due attuatori della piastra di controllo del passo ciclico, mentre dovrebbero essercene tre.
Il muso, che ospita i due propulsori dell'elicottero, è abbastanza ben riprodotto, completo di numerose prese d'aria, maniglie e cerniere; ciononostante l'estremità anteriore, che ospita gli ingombranti filtri antisabbia e conferisce al Wessex il tipico aspetto da cane bulldog, necessita di alcuni interventi. Si deve anzitutto accentuare, sui fianchi e verso il ventre, la linea di separazione fra il gruppo filtri e il resto del muso; indi le due protuberanze ventrali (che internamente ospitano le bocche di presa delle turbine) vanno ingrandite verso la mezzeria perchè praticamente devono avere una sagoma emisferica. Anche la piccola carenatura squadrata fra il parabrezza e la grande apertura grigliata va allargata e ingrandita verso il basso (attenzione: è lievemente disassata verso destra). Meglio ridurre pure gli esagerati anelli in rilievo presenti sui tubi di scarico.
L'Italeri (insieme alla Revell: sfruttano il medesimo stampo) produce anche scatole di montaggio dedicate al Sikorsky S-58/H-34, progenitore del Westland Wessex. Tutti questi kit hanno molti pezzi in comune, ma il lato negativo è che la disposizione dei gradini di accesso alla cabina (sotto i finestrini scorrevoli) e dei tappi dei serbatoi si adatta solo al primo elicottero. Alcuni predellini devono allora essere stuccati, eliminati oppure spostati (parte di queste operazioni è illustrata nelle istruzioni, ma non completamente). Quindi è necessario chiudere i tre bocchettoni di rifornimento ubicati sul lato destro, due sotto il finestrino e uno davanti al portellone. In effetti bisogna ricostruirne due più indietro, quasi sovrapposti e il terzo più vicino al tubo di scarico. Per farla breve consiglio vivamente di riferirsi a qualche buona foto del velivolo, sempre meglio di lunghe e complicate spiegazioni; allo scopo, troverete utile il volumetto Wessex di Patrick Allen, pubblicato da Airlife (UK), oppure la agile ma completissima monografia edita dalla 4+.
Il kit fornisce due configurazioni per i condotti di trasferimento carburante che si snodano sul ventre del nostro elicottero: usate la versione B, quella che prevede anche lo scatolone del sistema di navigazione Decca.
Per continuare con gli interventi migliorativi, si dovranno fare sparire, carteggiandoli, i rilievi piatti che contornano le tre finestre del vano di carico e spostare queste ultime più in alto di circa un millimetro. Può sembrare un dettaglio marginale, ma tutte le finestre laterali devono essere alla stessa altezza di quella sulla porta scorrevole, che è l'unica nel kit nella posizione giusta. Il disallineamento è purtroppo molto visibile e deve essere corretto senz'altro. Già che ci siamo, da quest'ultimo portellone si possono eliminare le sporgenze longitudinali che corrono lungo i suoi bordi superiore e inferiore.
Resta da aggiungere che buona parte del velivolo è costellata di una vera foresta di antenne di ogni tipo, a lama, a filo o di altre fogge; alcune di esse sono fornite nella scatola, ma molte altre saranno da fabbricare ex novo insieme ad altri particolari come maniglie, gancio baricentrico, gradini di accesso al vano di carico e accessori vari. Rifacendosi a immagini ravvicinate, qualche dettaglio supplementare migliorerà anche l'aspetto scarno del verricello idraulico, sul lato destro, e direi che (finalmente) non c'è altro.
Quasi tutto in ordine per quanto riguarda le decals fornite. Stampa molto accurata e a registro, tinte corrette, tranne per il giallo usato negli stemmi di reparto della marina inglese che dovrebbe essere invece un colore oro. Due esemplari sono per la Royal Navy: uno del 772° Sqn., nella tipica livrea verde oliva scuro totale, e l'altro dell'847° Sqn. basato a Sembawang (Malesia) con una mimetica a bande sabbia e verde. Il terzo è per la RAF, 84° Sqn. a Cipro, in verde scuro/grigio scuro e ventre nero, con una fascia azzurra in fusoliera e una bella bandiera britannica sul muso.
Traendo le conclusioni, questo modello sostituisce vantaggiosamente il Wessex della Matchbox uscito una decina di anni fa (e che già allora era piuttosto al di sotto dello stato dell'arte). Come avrete capito, non è affatto il kit definitivo su questo elicottero, ma ci si può accontentare, considerato anche il prezzo molto conveniente, e costituisce una base di lavoro quantomeno ragionevole.

                                                                                 Alberto Zanfi
                                                                                 IPMS Modena
                                                                                     n. 823




 
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