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Il primo impatto
all'apertura della scatola è senz'altro buono: due stampate di
plastica grigio scuro ben lavorabile racchiudono un discreto numero di
pezzi piuttosto ben realizzati, senza bave nè ritiri. La maggior
parte dei marchietti circolari causati dagli espulsori negli stampi
è astutamente collocata sulle facce interne, meno visibili,
delle parti. Troviamo pure una piccola stampata per i trasparenti di
buona qualità e un foglio di decals per tre velivoli.
Analizzando più in profondità il kit di questo
elicottero, si può affermare che l'assemblaggio è stato
ben studiato, perchè i pezzi combaciano abbastanza bene e
richiederanno un moderato uso di stucco.
Gli interni sono buoni. In cabina di pilotaggio l'unica cosa che
aggiungerei sono le due barre del passo collettivo, per il resto
l'"arredamento" è più che adeguato, sempre che non si
intenda imbarcarsi nel lavoro di aprire le finestre scorrevoli di
accesso. Anche la stiva di carico è ben dettagliata; i sedili in
tela con struttura tubolare sono abbastanza realistici e anche ben
visibili attraverso i trasparenti laterali (attenzione al lato
sinistro: non seguite le istruzioni ma il disegno sulla scatola,
perchè il finestrino bombato va davanti e quello piatto dietro).
In ogni caso consiglio di incollare il portellone in posizione chiusa,
per evitare occhiate troppo intrusive. Per gli esibizionisti
incontentabili, lo specialista americano Cobra Company propone un
lussuoso kit in resina che permette di "ammobiliare" cabina e stiva ad
un livello veramente superiore; il prezzo si aggira sulle £
35.000...
Passando all'esterno, le dimensioni di massima (diametro rotore e
lunghezza) e le forme generali sono state rispettate, con qualche
eccezione che vedremo più avanti. Il dettaglio superficiale
è composto principalmente da linee incise, che però si
fanno un po' troppo pesanti sui fianchi della fusoliera, sul trave di
coda e soprattutto sulle pale del rotore principale. In queste aree
è meglio stuccarle e farle sparire (lavoraccio, lo so).
In argomento rotori, il mozzo di quello principale è una
ragionevole rappresentazione e fa una discreta figura, anche se quello
vero è considerevolmente più complicato. Stesso discorso
per quello di coda, che però evidenzia pure un errore
imbarazzante: il senso di rotazione è sbagliato. Si può
rimediare asportando l'asse e incollandolo sull'altro lato con adesivo
cianoacrilato o bicomponente. Già che ci siamo conviene anche
assottigliare il profilo delle sue quattro pale.
Il carrello è piuttosto convincente, sia quello principale che
il ruotino di coda; veramente molto belle le ruote e le gambe di forza.
I pezzi 68A e 53B sono rispettivamente i tamburi dei galleggianti per
ammaraggi di emergenza e le relative sfere per l'aria compressa di
gonfiaggio. Questi due apparati (un terzo è nascosto dentro la
coda) sono installati sulle ruote solo quando l'elicottero si trova ad
operare (ovviamente) al di sopra di superfici marine o lacustri. La
banca delle decals dovrà però fornire un paio di
triangoli rossi di avvertimento da applicare su di essi, purtroppo non
inclusi nel kit.
La carenatura dietro la cabina sopra il vano di carico, che nel
velivolo reale ospita il gruppo di riduzione e ripartizione del moto,
presenta diversi errori. Innanzi tutto la cofanatura posteriore
dovrebbe avere 13 rilievi per le aperture di ventilazione su ogni lato
invece di 11 (molto seccante, ma non avvertibile al primo colpo
d'occhio). Quindi gli "spigoli" superiori, proprio ai lati del mozzo
del rotore, dovrebbero essere più accentuati, cioè meno
raccordati con la parte retrostante. In questa zona si trovano vaste
grigliature metalliche per il passaggio d'aria, presenti d'altronde
anche sulla pinna caudale, presso il mozzo del rotore anticoppia e
specialmente sulla grande bocca anteriore per le turbine. Ovviamente
gli stampisti dell'Italeri le hanno riprodotte al meglio che la tecnica
modellistica consente, ma esse, pure in una scala relativamente piccola
come l'1/72, non sono il massimo del realismo. Una attenta verniciatura
può fare molto e ancora di più potrebbe l'uso di filtri a
maglia fine di varia provenienza o retine metalliche sottili (ottime le
Trimaster Modeling Mesh 102 fotoincise), ma per usarle ci vogliono
nervi saldi e una grande abilità. l'Airwaves ha già
provato a metterci una pezza con una delle sue lastrine di
superdettaglio, ma con risultati poco convincenti. Oltretutto, nella
griglia che circonda il mozzo del rotore principale sono rappresentati
solo due attuatori della piastra di controllo del passo ciclico, mentre
dovrebbero essercene tre.
Il muso, che ospita i due propulsori dell'elicottero, è
abbastanza ben riprodotto, completo di numerose prese d'aria, maniglie
e cerniere; ciononostante l'estremità anteriore, che ospita gli
ingombranti filtri antisabbia e conferisce al Wessex il tipico aspetto
da cane bulldog, necessita di alcuni interventi. Si deve anzitutto
accentuare, sui fianchi e verso il ventre, la linea di separazione fra
il gruppo filtri e il resto del muso; indi le due protuberanze ventrali
(che internamente ospitano le bocche di presa delle turbine) vanno
ingrandite verso la mezzeria perchè praticamente devono avere
una sagoma emisferica. Anche la piccola carenatura squadrata fra il
parabrezza e la grande apertura grigliata va allargata e ingrandita
verso il basso (attenzione: è lievemente disassata verso
destra). Meglio ridurre pure gli esagerati anelli in rilievo presenti
sui tubi di scarico.
L'Italeri (insieme alla Revell: sfruttano il medesimo stampo) produce
anche scatole di montaggio dedicate al Sikorsky S-58/H-34, progenitore
del Westland Wessex. Tutti questi kit hanno molti pezzi in comune, ma
il lato negativo è che la disposizione dei gradini di accesso
alla cabina (sotto i finestrini scorrevoli) e dei tappi dei serbatoi si
adatta solo al primo elicottero. Alcuni predellini devono allora essere
stuccati, eliminati oppure spostati (parte di queste operazioni
è illustrata nelle istruzioni, ma non completamente). Quindi
è necessario chiudere i tre bocchettoni di rifornimento ubicati
sul lato destro, due sotto il finestrino e uno davanti al portellone.
In effetti bisogna ricostruirne due più indietro, quasi
sovrapposti e il terzo più vicino al tubo di scarico. Per farla
breve consiglio vivamente di riferirsi a qualche buona foto del
velivolo, sempre meglio di lunghe e complicate spiegazioni; allo scopo,
troverete utile il volumetto Wessex di Patrick Allen, pubblicato da
Airlife (UK), oppure la agile ma completissima monografia edita dalla
4+.
Il kit fornisce due configurazioni per i condotti di trasferimento
carburante che si snodano sul ventre del nostro elicottero: usate la
versione B, quella che prevede anche lo scatolone del sistema di
navigazione Decca.
Per continuare con gli interventi migliorativi, si dovranno fare
sparire, carteggiandoli, i rilievi piatti che contornano le tre
finestre del vano di carico e spostare queste ultime più in alto
di circa un millimetro. Può sembrare un dettaglio marginale, ma
tutte le finestre laterali devono essere alla stessa altezza di quella
sulla porta scorrevole, che è l'unica nel kit nella posizione
giusta. Il disallineamento è purtroppo molto visibile e deve
essere corretto senz'altro. Già che ci siamo, da quest'ultimo
portellone si possono eliminare le sporgenze longitudinali che corrono
lungo i suoi bordi superiore e inferiore.
Resta da aggiungere che buona parte del velivolo è costellata di
una vera foresta di antenne di ogni tipo, a lama, a filo o di altre
fogge; alcune di esse sono fornite nella scatola, ma molte altre
saranno da fabbricare ex novo insieme ad altri particolari come
maniglie, gancio baricentrico, gradini di accesso al vano di carico e
accessori vari. Rifacendosi a immagini ravvicinate, qualche dettaglio
supplementare migliorerà anche l'aspetto scarno del verricello
idraulico, sul lato destro, e direi che (finalmente) non c'è
altro.
Quasi tutto in ordine per quanto riguarda le decals fornite. Stampa
molto accurata e a registro, tinte corrette, tranne per il giallo usato
negli stemmi di reparto della marina inglese che dovrebbe essere invece
un colore oro. Due esemplari sono per la Royal Navy: uno del 772°
Sqn., nella tipica livrea verde oliva scuro totale, e l'altro
dell'847° Sqn. basato a Sembawang (Malesia) con una mimetica a
bande sabbia e verde. Il terzo è per la RAF, 84° Sqn. a
Cipro, in verde scuro/grigio scuro e ventre nero, con una fascia
azzurra in fusoliera e una bella bandiera britannica sul muso.
Traendo le conclusioni, questo modello sostituisce vantaggiosamente il
Wessex della Matchbox uscito una decina di anni fa (e che già
allora era piuttosto al di sotto dello stato dell'arte). Come avrete
capito, non è affatto il kit definitivo su questo elicottero, ma
ci si può accontentare, considerato anche il prezzo molto
conveniente, e costituisce una base di lavoro quantomeno ragionevole.
Alberto Zanfi
IPMS Modena
n. 823
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