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CRDA Cant. Z.509
 
Il soggetto
Realizzato nel 1937, il
Cant. Z.509 era un ulteriore sviluppo del noto idrovolante che riproponeva
le maggiori dimensioni già sperimentate nel prototipo Cant. Z.505.
La compagnia aerea LATI prevedeva di acquisirne almeno sei, ma successivamente
si ritirò ed i tre esemplari già completati a spese del costruttore
vennero acquistati dal ministero dell’aeronautica.
Il modello
Il committente di questo modello mi
ha chiesto espressamente di partire dal kit del Z.506 come per gli altri
due soggetti, malgrado le dimensioni non siano oggettivamente identiche.
Considerando che la documentazione sulle differenze dimensionali è
introvabile, penso che pur di avere una riproduzione ‘rappresentativa’
nella propria collezione si possa trascurare questo aspetto.
Relativamente al montaggio delle parti
principali, rinvio al commento del CANT
Z.506C, elencando solo le modifiche aggiuntive
per ottenere una riproduzione verosimile di questo velivolo.
Innanzitutto ho chiuso tutti i finestrini
laterali con plasticard e colla cianoacrilica, quindi ho praticato i fori
degli oblò tondi usando un trapano a colonna.
L’altra grossa differenza riguarda
i motori che erano analoghi a quelli montati dal FIAT BR.20; all’inizio
ho pensato di utilizzare le cofanature del kit Italeri, ma visto il modo
in cui sono scomposte ed il fatto che non erano particolarmente fini come
dettaglio, ho preferito autocostruirle da zero partendo dalla custodia
di uno stick per le labbra. Ho ‘tornito’ i cilindri incastrandoli sulla
testa del trapano da modellismo e ho poi rifinito il tutto incidendo i
flabelli di raffreddamento. Per completare l’opera ho realizzato gli scarichi
piegando a caldo dei pezzi di sprue e ho recuperato le eliche del kit eliminandone
l’ogiva.
La colorazione è stata eseguita
con delle dime di acetato trasparente da cui ho ritagliato la mascheratura
di nastro adesivo da carrozziere.
Le decalcomanie sono quasi tutte adattate
dal kit Supermodel ed ho scelto le insegne della Regia Aeronautica, in
quanto sarebbe stato troppo dispendioso riprodurre le matricole civili
‘ombreggiate’.
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